ESCLUSIVA - Calisti: "Baggio uno dei più forti degli ultimi trent'anni, ma quelle sveglie alle 5! Lazio? Manca un bomber"

di Laura Castellani
Fonte: Laura Castellani - Lalaziosiamonoi.it
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50 anni di Roberto Baggio. Da Caldogno, alla maglia azzurra: il Divin Codino, la classe sul campo, la fantasia. Per chi ricorda gli anni '90, nel calcio italiano non può che esserci lui: iconico, l'immagine di un calcio che non esiste più. Ricordi, emozioni mai sbiadite, nonostante l'assenza da un universo, quello del pallone, che forse gli appartiene più di tutti. Da quando Baggio non gioca più: “Calcisticamente era un grandissimo giocatore. Uno dei più forti degli ultimi trent'anni, in assoluto. Umanamente, è una persona esemplare. Quella che si definisce 'una bella persona'”. Così lo descrive Ernesto Calisti, in esclusiva ai nostri microfoni. Lui che Baggio lo ha incontrato alla Fiorentina. Dove nacque un'amicizia: “Quando sono arrivato alla Fiorentina ho subito avuto modo di fare amicizia con Roberto, io avevo 23 anni, lui 21. Entrambi venivamo da un infortunio da recuperare. Abbiamo lavorato insieme con il professore Vittori, parliamo dell'ex preparatore di Mennea, un'istituzione. Ci ha recuperato alla grande. Abbiamo vissuto molto tempo insieme, siamo anche stati in camera insieme. Con Roberto c'è una bella amicizia. Certo, con gli anni uno si perde un po' di vista, ma ogni tanto c'è sempre un messaggino da mandarci”. Un rapporto sincero. Ma quell'incenso... “Quando eravamo in ritiro, in stanza stavamo insieme. Lui, essendo buddista, si svegliava molto presto per fare le sue preghiere con una sorta di incenso. Questi odori che arrivavano già alle cinque di mattina... Mi arrabbiavo molto! Mi svegliava, si alzava presto, e io ogni tanto gli urlavo dietro!”.

LAZIO - “Partite come quelle con il Milan sono un vero peccato. Bisogna lavorare molto su questo aspetto. Non è la prima volta che accade: è capitato con il Bologna, con il Chievo. Con i rossoneri avevo anche paura di perdere, alla fine. La Lazio crea molto ma davanti non c'è un vero bomber. E' una squadra che corre, gioca, si sacrifica, in cui segnano un po' tutti, ma il bomber vero non c'è. Immobile è un ottimo giocatore, ma per me è una seconda punta. Se la Lazio avesse avuto il Klose della situazione, anche adesso a 38 anni, avrebbe qualche punto in più. Serve un attaccante che va a prendere l'area di rigore, un finalizzatore. Immobile è bravo ad attaccare la profondità, ma è una seconda punta. Infatti con Belotti ha fatto molto bene, agendo un po' alle sue spalle”. Stasera c'è l'Empoli: “Non sarà una partita facile. Anche se, a oggi, possiamo dire che se l'Empoli non è salvo poco ci manca, e per questo potrebbe sembrare sulla carta una partita poco impegnativa, io penso sia l'esatto contrario. Non hanno niente da perdere, giocano a viso aperto e possono mettere in difficoltà. Poi contro la Lazio cercheranno di mettersi in mostra. Insomma, sarà una sfida difficile. Però credo che se i biancocelesti giocheranno con lo stesso piglio mostrato nelle ultime sfide, non solo ne pareggeranno poche, ma ne vinceranno molte”.

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