Gregucci: "La Lazio viene prima di tutto. Se Milinkovic e Felipe non sono convinti, giusto venderli"

di Alessandro Vittori
Fonte: Lalaziosiamonoi.it
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Un anno in Russia allo Zenit e il grande ritorno in Italia. Angelo Gregucci è uno degli assistenti di Mancini, sulla panchina della nazionale, ma non dimentica il suo passato biancoceleste. Queste le sue parole ai microfoni di Radio Incontro Olympia: "La Lazio, la sua storia, la sua tradizione, la sua maglia, il suo simbolo, i suoi colori, vengono prima di tutto e tutti. De Vrij non ne era convinto, accettando la proposta più ricca e vantaggiosa, economicamente parlando, di un altro club. Stessa cosa dicasi per Milinkovic e Anderson. Se Sergej e Felipe nutrono lo stesso pensiero dell'olandese, ma con la grande differenza di non essere a scadenza, è doveroso per la Lazio accettare per il serbo ed il brasiliano le offerte migliori per poi dare subito la caccia ai rispettivi sostituti. Nell'ultimo decennio, la dirigenza biancoceleste, grazie al lavoro di Lotito e soprattutto di Tare, ha dimostrato la propria abilità nell'acquistare a poco e rivendere a tanto, divenendo una vera e propria garanzia di riuscita per le mosse del club. Simone Inzaghi, una primizia in Italia, deve poter contare negli anni su uno zoccolo duro intorno al quale girare nel tempo top player sempre in linea con i parametri della società. Solo se si avesse la percezione di essere veramente ad un passo dall'obiettivo di vincere si potrebbe stravolgere questo discorso, puntando a trattenere i big pur rischiando un qualcosa di ragionato a livello economico".


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