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Lazio, Tare: "Stop alla stagione un'ingiustizia e un disastro economico"

di Valerio De Benedetti
Fonte: Gabriele Candelori - Lalaziosiamonoi.it
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AGGIORNAMENTO ORE 18.15 - Sempre attraverso Sport 1 arrivano nuove parole del direttore sportivo biancoceleste Igli Tare: “Nonostante la situazione catastrofica nel Paese, io e la mia famiglia stiamo tutti bene. Per fortuna nessuno di noi è stato infettato dal virus, ma ho amici che hanno perso i loro genitori”. La Lazio si augura che la stagione non finisca qui: “Il campionato deve andare avanti per rispetto delle morti e di tutti i tifosi. Non è un tempo maturo per decidere circa la cancellazione. Il numero di persone infette sta diminuendo e interrompere la stagione sarebbe ingiusto”. L’Italia intanto è in quarantena: “Siamo chiusi in casa da tre settimane, si può soltanto uscire per andare a fare la spesa o recarsi in farmacia. Negli altri momenti della giornata siamo in quarantena. Stiamo cercando di seguire i provvedimenti presi dal governo, sono state decisioni importanti per poter tornare a sperare in una normalità per il nostro Paese. Preghiamo per questo”. Tare ha raccontato la sua routine: “Quando il virus si è diffuso eravamo focalizzati soltanto su quello. Adesso cerchiamo di non stare più tutto il tempo davanti la televisione e vedere quelle immagini spaventose. Bisogna cercare di non deprimersi, senza avere a che fare tutti i giorni con delle tragedie. Questo ti ucciderebbe. Con mia moglie allora cerchiamo di distrarre i bambini. Per il resto manteniamo un po’ di contatti attraverso il computer e cerco di allenarmi un po’ anche per rilasciare lo stress. La situazione è davvero deprimente. Con chi mi alleno? Coi ragazzi e nella sala pesi che abbiamo in casa".

L’INSICUREZZA DEL CORONAVIRUS - “Quello che mi ha spaventato di più è l’incertezza riguardo il virus. Mi ha spaventato sentire ogni giorno una versione differente, è davvero triste dover fronteggiare una cosa simile nel 2020. E bisogna farlo tutti i giorni quando ci alziamo. Le conseguenze di questo virus influenzeranno la nostra vita quotidiana nelle prossime settimane e mesi. La nostra vita non sarà più la stessa. Ci si chiede come sarà possibile tornare a una normalità, come continuare. Cerchiamo solo di trarre lezioni da questo momento terribile, di restare positivi e fiduciosi riguardo il futuro. Io ho un carattere molto forte e non ho pianto in queste settimane, ma non avrei potuto evitare le lacrime se fosse successo qualcuno a me vicino. Grazie a Dio non è accaduto. Ho molta paura per bambini e anziani oltre che per il futuro. Restiamo positivi sperando che le cose non peggiorino. Quando diventi grande e hai figli inizi a preoccuparti. A Roma per fortuna la situazione non è critica come al Nord”.

LAZIO, LA REAZIONE DEI GIOCATORI - “Con i giocatori e lo staff ci sentiamo ogni giorno singolarmente, è dura aspettare che tutto ricominci. Tuttavia dobbiamo avere grande rispetto per coloro che, da settimane, combattono in prima linea per salvare le vite di tante persone malate. Allo stesso tempo però vorremo tornare a una normalità e questo significa anche allenarci. I giocatori non attendono altro, aspettano solo il momento in cui possa tornare la normalità anche all’interno del club. A quel punto bisognerà ritrovare lentamente la forma e uscire da questo horror il prima possibile”.

CORONAVIRUS, I DANNI ECONOMICI - “Per il calcio italiano fermarsi qui sarebbe un disastro. Proveremo a evitare che questo accada con tutta la nostra forza affinché si continui la stagione. Oltre il 75% dei club nel calcio italiano finanzia il proprio budget attraverso i diritti televisivi: se questi ricavi non dovessero esserci, ciò porterebbe al collasso”.

LAZIO, COME E’ NATO IL SECONDO POSTO - “Ci sono diversi motivi dietro il secondo posto, uno dei principali è la crescita della squadra. Avevamo disputato un’ottima stagione già lo scorso anno con la vittoria della Coppa Italia contro l’Atalanta, cui ha fatto seguito la Supercoppa di dicembre. Il secondo posto e le prestazioni attuali sono la logica conseguenza di quanto fatto lo scorso anno. È davvero un peccato che questa corsa sia stata stoppata all’improvviso dall’emergenza coronavirus. Se mi sento tradito dal Coronavirus? Io credo molto nel destino, purtroppo bisogna accettare la situazione. Ma proveremo a tornare al successo quando il tempo ce lo permetterà. Qualsiasi momento sarà torneremo in campo e cercheremo di riprendere da dove avevamo finito: non sarà facile, ma speriamo di farcela”.

TARE, IL FUTURO SARA’ ANCORA A ROMA - “Seguo sempre da vicino la Bundesliga, ho un forte legame con la Germania dove ho passato nove anni della mia vita imparando molto. La Germania sarà sempre centrale nella mia vita, ma a Roma sto molto bene. È casa mia e la Lazio la mia seconda famiglia. Negli ultimi anni abbiamo fatto qualcosa di importante e sono molto orgoglioso. Per questo penso che resterò qui ancora per qualche anno. La Bundesliga però è ovviamente un campionato interessante e mai andrebbe rifiutata. Non si sa mai come la vita andrà avanti”.

L'emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio il Paese. Tutto fermo, la situazione di disagio continua. A farne le spese sono in molti, anche il calcio, che potrebbe decidere di tagliare gli stipendi ai calciatori, così come già fatto dalla Juventus, per rientrare di una perdita enorme. Il ds della Lazio, Igli Tare, ai microfoni di Sport1, intervenendo sulla questione ha ammesso: “Dobbiamo ancora pensarci. I nostri calciatori sono in contatto tra loro, ma non hanno ancora parlato di questa situazione. Ma posso immaginare che ben presto taglieremo gli ingaggi anche noi”. Poi sul momento: “Sembra di vivere in un film horror. All’inizio tutto è stato preso un po’ alla leggera. Ora non parliamo più di una situazione sola, ma di una guerra. Se vedi i camion militari che partono con le bare dei morti dentro, rimani scioccato e senza parole. E i numeri dei deceduti purtroppo ogni giorno sono terrificanti. Questo è un disastro per l’intero Paese”.

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Articolo scritto il giorno 30/3/2020 alle ore 18:15

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