Coppa Italia, la Lazio mantiene la promessa e archivia il Novara: quattro gol e qualificazione ai quarti

di Annalisa Cesaretti
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Un sonoro 4-1 e una lezione che risuona all’interno dell’Olimpico: bisogna fidarsi. Della Lazio soprattutto. Acerbi e compagni lo avevano detto che non avrebbero sottovalutato una partita sulla carta semplice. E questa volta la promessa l’hanno mantenuta contro un Novara non privo di energia e coraggio. Già a otto minuti dall’inizio del match gli avversari hanno svelato il loro carattere. Alla prima occasione da gol della Lazio - firmata Caicedo - hanno risposto ripartendo pieni di sicurezza verso la porta di Strakosha. E davanti all’intervento del portiere della Lazio, che l’ha respinta col piede, qualcuno ha persino gridato al miracolo. Per il resto del primo tempo, però, la provvidenza è rimasta a guardare una Lazio che ha continuato la gara senza bisogno del suo intervento. La fiducia, dicevamo, è essenziale. L’ha rivendicata per molto tempo Luis Alberto, l’uomo che al 12’ minuto ha aperto il match con un gol pieno di soddisfazione. E lo abbiamo capito: c’è da fidarsi della voglia di rivalsa di Luis e del cinismo di Immobile. Il bomber biancoceleste – a digiuno di gol da diverse partite – ne ha dato conferma in occasione del rigore sbagliato. Niente paura, Ciro era lì, pronto a buttarla dentro. E chi avesse avuto ancora qualche dubbio lo ha visto svanire via 15 minuti dopo, quando è arrivata la sua doppietta.

IL SIPARIETTO – Una prova di fiducia l’ha dovuta affrontare anche Luis Alberto. È successo quando alla fine del primo tempo Milinkovic gli ha chiesto di lasciargli battere una punizione più che invitante. Luis si è fidato e ha fatto bene. Milinkovic mentre esultava si è rivolto verso il compagno con l’espressione di chi “glielo aveva detto”. La stessa che aveva stampata sulla faccia Inzaghi durante il rientro negli spogliatoi, quando ha capito che la scelta di evitare il turnover è stata quella giusta. Il risultato parziale era già dalla sua: alla fine del primo tempo erano già quattro le firme apposte dalla sua squadra sul modulo per l’accesso ai quarti di finale di Coppa Italia.

FIDARSI E’ BENE – Alla ripartenza la Lazio abbassa la guardia, lo fa solo per un minuto. Ma era ciò che il Novara aspettava per trovare - grazie a un calcio di rigore concesso forse generosamente dall'arbitro Abbattista - il gol del vantaggio. Un lungo respiro è bastato a Immobile e compagni per tornare di nuovo al livello di concentrazione mantenuto nel primo tempo. Nessun allarmismo: subito l’asse della partita è tornato a inclinarsi. E la Lazio l’ha continuata in discesa. Quindi Inzaghi ne ha approfittato per sfoderare la sua dose di fiducia, quella che ha riposto prima in Berisha e Durmisi – che hanno dato il cambio a Luis Alberto e Lukaku – e poi nell’attesissimo Pedro Neto. Proprio il portoghese - nel giorno del suo esordio - all’83’ minuto ha portato Caicedo vicinissimo al gol. Gli manca solo un po’ di sicurezza. E questa è l’ennesima conferma: bisogna avere fiducia.


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