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Manfredonia: "Vedo la Lazio tra le prime quattro, Luis Alberto e Dzeko possono decidere il derby"

di Elena Bravetti
Fonte: Elena Bravetti - Lalaziosiamonoi.it
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Ancora qualche ora, e poi sarà derby. Lazio e Roma attendono con ansia il fischio dell'arbitro Orsato, che darà il via a quella che è indubbiamente tra le gare più importanti della stagione. Partite che "valgono un intero girone d'andata". Come spiegato ai nostri microfoni dal doppio ex della sfida, Lionello Manfredonia: "Vincere il derby è sempre qualcosa di fondamentale a Roma, a prescindere dalla classifica. Le squadre sono in un'ottima posizione, in questo momento la Roma è un po' più avanti, la Lazio un pochino più indietro. Ha perso qualcosa per strada a causa dei vari infortuni. Però sono due squadre comunque in forma. Mi aspetto una partita equilibrata, anche se il derby è sempre una gara a sé. Si può sempre squilibrare in base a determinati episodi durante la partita".

IL PASSAGGIO ALLA ROMA - L'ex calciatore ha iniziato la sua carriera proprio in biancoceleste, prima nelle giovanili e poi in prima squadra. Nel 1985 il passaggio alla Juventus, a cui fece seguito, due stagioni più tardi, l'approdo alla Roma. Un trasferimento di mercato su cui è tornato lo stesso Manfredonia, chiarendo dichiarazioni di precedenti interviste: "Non ho mai detto di essermi pentito di andar a giocare nella Roma. Era un periodo della mia carriera in cui dovevo prendere una decisione. In quel momento volevo andare via da Torino, e c'era la possibilità della Roma. L'unica cosa che ho detto è che in quella circostanza non ho rispettato il sentimento delle due tifoserie, sia della Roma che della Lazio. Ma non sono assolutamente pentito di aver indossato la maglia della Roma. Sono stato bene sia in biancoceleste che in giallorosso. Ho tanti amici laziali e romanisti". 

UN DERBY INEDITO - Quello di venerdì sarà un derby inedito. Il primo della storia, tra le due squadre della Capitale, in cui non ci saranno tifosi sugli spalti. Una situazione che senz'altro influirà sui calciatori che scenderanno in campo, privati della presenza del cosiddetto dodicesimo uomo. Ci sarà, secondo l'ex Roma e Lazio, chi ne trarrà vantaggio e per chi, invece, non vedere le tribune gremite sarà fonte di disagio: "Ho fatto un quarto di finale di Champions quando stavo alla Juventus. Giocavamo contro il Verona a porte chiuse. È stata una gara fuori dalla realtà. Senza pubblico non c'è emozione, non c'è concentrazione. Preferisco giocare con tanto pubblico, ma ci sono calciatori che soffrono un po' il tifo o le pressioni, quindi giocare senza spettatori per loro è un vantaggio. È una cosa soggettiva, positiva per alcuni ma negativa per altri".

QUALITÀ A NON FINIRE - A partire dalle 20.45 le due squadre si sfideranno in una battaglia senza esclusione di colpi. Difficile dire chi sarà decisivo, anche se non mancano all'interno delle rose giocatori di indubbia qualità: "Di solito nei derby la partita la risolve il giocatore che magari nessuno pronostica. Il derby a Roma è molto sentito dai calciatori romani, si mettono maggiormente in mostra i giocatori che sono un po' fuori dalla realtà romana. Penso che la sfida potrebbe essere decisa da un giocatore straniero, sia nella Roma che nella Lazio ce ne sono tanti. Luis Alberto, ad esempio, è un campionissimo che può risolvere la partita in qualsiasi momento. Come Dzeko dall'altra parte. Non c'è un giocatore che pronosticherei come uomo-derby".

LA MIA LAZIO... - Manfredonia, messo momentaneamente da parte il capitolo derby, ha parlato della sua Lazio e, in particolare, del ricordo che conserva con più affetto: "Quando vincemmo il campionato di Serie B con mister Claguna che è stato un grandissimo personaggio. Ricordo sempre con grande affetto lui e tutti i compagni di quell'avventura. Fu un campionato difficile, arrivammo tra le prime tre e riconquistammo la Serie A. Era l'anno dello Scudetto della Roma. Le due tifoserie hanno festeggiato, noi la promozione in A e la Roma lo Scudetto".

... E QUELLA DI INZAGHI - Infine, il pensiero dell'ex Lazio sulla squadra di Inzaghi e sulla stagione attuale: "È una squadra propositiva, che attacca in tanti uomini. Il gol lo trova spesso, diventerebbe ancor più competitiva se trovasse un pochino più di equilibrio dietro. Questo è un campionato strano, si gioca ogni tre giorni, c'è sempre il pericolo del Covid-19, di qualche giocatore che si ammala e che perde condizione fisica. La Lazio è stata un po' bersagliata anche da questo, ha perso qualche punto per strada. Però io credo che in pieno organico può rientrare nel gruppo di testa. Tra le prime quattro? Ci può ancora arrivare, anche se ha l'impegno della Champions che è notevole. Credo possa tranquillamente recuperare qualche posizione in classifica".

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