Lazio, è quasi fatta: super Immobile e Parolo, Zenit schiantato

La Lazio batte lo Zenit (3-1) con la doppietta di Immobile e il gol di Parolo, inutile il momentaneo 2-1 di Dzyuba. Biancocelesti a +4 dal Bruges
24.11.2020 22:51 di  Marco Valerio Bava  Twitter:    vedi letture
Fonte: Marco Valerio Bava-Lalaziosiamonoi.it
Lazio, è quasi fatta: super Immobile e Parolo, Zenit schiantato
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La Lazio batte lo Zenit, conquista la seconda vittoria nel girone e mette un piede e mezzo negli ottavi di Champions League. Biancocelesti dominanti, all’Olimpico finisce 3-1, ma il risultato poteva essere anche più rotondo considerate anche tre parate super di Kerzhakov. Decidono la doppietta di Immobile e il primo gol in Champions di Parolo, nel mezzo il gol di Dzyuba che però non ha scalfito le certezze laziali. Ora Lazio è seconda con otto punti in classifica, uno meno del Borussia Dortmund primo (e prossimo avversario) e soprattutto quattro in più del Bruges terzo. Il sogno della banda Inzaghi continua e diventa sempre più bello.

LAZIO DOMINANTE - Biancocelesti subito padroni della partita e in vantaggio quando il cronometro segna il terzo minuto con Immobile che riceve da Leiva e dai 20 metri fa partire un arcobaleno che si tuffa nell’angolo destro della porta difesa da Kerzhakov. Secondo centro in questa Champions per Immobile, sesto totale nella competizione. Lazio che sviluppa la sua manovra soprattutto a sinistra grazie a un Luis Alberto ispirato e alle costanti discese di Acerbi e proprio il Mago a impegnare il portiere dello Zenit con una conclusione dalla distanza. È il preludio al raddoppio che arriva al 22’: Correa scappa a sinistra, s’accentra e appoggia per Parolo che scarica un destro chirurgico sul quale Kerzhakov non può nulla. Primo gol in Champions per il capitano di serata. Il doppio vantaggio laziale, però, dura solo tre minuti, perché lo Zenit reagisce e al primo vero affondo trova il 2-1 con Dzyuba che riceve in area, stoppa, sfrutta una marcatura non perfetta di Acerbi e gira di sinistro mettendo il pallone lì dove Reina non può arrivare. Il gol scuote i russi e spaventa un po’ la Lazio che al 27’ trema sulla combinazione Malcom-Erokhin. Palla alta. Spavento momentaneo perché è ancora la squadra di Inzaghi ad avere tre colossali occasioni per calare il tris. Prima con Luis Alberto che, servito perfettamente da Correa, non supera Kerzhakov in uscita; poi nel finale di tempo con Lazzari, assistito ancora dal Tucu e sul cui destro è prodigioso il portiere dello Zenit. Nel mezzo c’era stata la chance per Parolo che, arrivato di gran carriera sull’assist di un Correa dirompente, aveva però mancato il bersaglio per centimetri.

IMMOBILE LA CHIUDE - La Lazio riparte come aveva finito, cioè innescando le sue frecce per cercare di far male a uno Zenit ovviamente sbilanciato in avanti a caccia del gol del pari. Solo che i russi offrono il fianco alle ripartenze della Lazio, così Correa vede Lazzari che s’invola a destra, aspetta l’arrivo di Immobile, lo serve e quando Ciro sta per caricare il tiro viene steso da Barrios, per Oliver è rigore per i biancocelesti, ma non ammonizione per il colombiano. Sarebbe stata la seconda. Dal dischetto va proprio Immobile che calcia forte e batte Kerzhakov. Sette in Champions per Ciro. La reazione dello Zenit è veemente, ma abbastanza confusionaria e il tiro di Erokhin viene murato da Hoedt. Semak si gioca allora la carta Driussi per provare a dare maggior peso offensivo ai suoi. Inzaghi risponde con Luiz Felipe e Akpa al posto di Parolo e Patric. La Lazio quando si distende è bellissima da vedere e crea occasioni con facilità e al 61’ è Correa ad avere sulla testa una palla invitante per calare il poker, ma la zuccata termina alta. Due minuti dopo è Hoedt, con un grande anticipo, a stoppare Driussi sul cross di Sutormin. Lo Zenit ci prova, non ha alternative, Malcom riceve, s’accentra e calcia di sinistro, ma Reina è attento. Inzaghi esegue altre due sostituzioni: fuori Leiva e un Lazzari un po’ sofferente (da capire perché) e dentro Fares e Cataldi. Nello Zenit c’è spazio anche per Sardar Azmoun, il vecchio obiettivo di mercato del ds Tare, corteggiato quasi per un’estate intera, quella del 2017, prima che il suo arrivo sfumasse e al suo posto fosse acquistato Caicedo. Ultimo cambio Lazio con Muriqi per Immobile. E proprio su Vedat potrebbe starci un altro rigore per un intervento irruento di Rakitsky che tocca l’attaccate laziale e solo dopo forse il pallone, ma per Oliver non c’è nulla. Restano molti dubbi. Ripartenza Lazio e altra chance: Muriqi difende palla e fa involare Luis Alberto che arriva al limite dell’area e serve di nuovo l’ex Fenerbahce che calcia e trova l’ennesimo miracolo di Kerzhakov. Lo Zenit spara le ultime cartucce con Driussi che riceve da Dzyuba e prova il destro potente e rasoterra, ma Reina è perfetto. La Lazio gestisce il finale e porta a casa tre punti di platino.