Lazio, Acerbi come Ulisse: con una "frecciatina" protegge Itaca. E poi c'è Anna...

Pubblicato l'11/04/2019 alle ore 10.00
12.04.2019 07:21 di  Annalisa Cesaretti  Twitter:    vedi letture
Lazio, Acerbi come Ulisse: con una "frecciatina" protegge Itaca. E poi c'è Anna...

La filosofia del "meglio così" ha una sola noia: l'assuefazione. Succede come con gli antidolorifici, a forza di assumerne sempre lo stesso va a finire che il corpo si abitua e che il mal di testa rimane. "Meglio così", per esempio, è la reazione di chi preferisce rispondere a un torto mostrandosi superiore. E più che per presunzione, lo fa per rassegnazione. Ci avete fatto caso? Col tempo è diventata una delle frasi più pronunciate dalla Lazio e dai suoi tifosi. Anche di recente hanno fatto ricorso al "meglio così". Ecco come è andata: un telespettatore - e malcapitato sostenitore biancoceleste - è davanti alla tv mentre una delle principali emittenti sportive omette la squadra di Inzaghi tra le contendenti alla Champions. L'istinto ha la meglio sulla ragione e col sopracciglio già inarcato pensa: "Va bene i passi falsi, ma in teoria ci sarebbe anche la Lazio!". Segue un rumoroso sospiro. E poi: "Almeno non siamo sotto ai riflettori". Insomma, "meglio così!". Ma la stessa filosofia di vita questa volta non è tornata utile a Francesco Acerbi, che ormai ne è assuefatto. E alla dimenticanza di Mediaset ha voluto rispondere con una frecciatina. 

ULISSE - Chiunque provi per la prima volta a tirare con l'arco non deve mai dimenticare la regola numero uno: piedi ben saldi a terra. Solamente con le suole incollate al terreno si può prendere la mira e poi scoccare la freccia. Ed è proprio quello che ha fatto Acerbi nel post partita di Lazio - Sassuolo. Con l'umiltà di chi sa di dover ancora lavorare molto per arrivare in Champions ha chiuso l'occhio verso il bersaglio e ha lasciato andare la corda. "Non dobbiamo guardare la classifica. Le altre lottano per la Champions, noi dobbiamo stare dietro come ci considerano giornali e tv e mantenere la calma", ha detto. Sembrerebbe quasi un "meglio così" più elaborato, ma non lo è. In realtà è una frecciatina che sa bene dove andare a colpire. Una sola, ma veloce e precisa. Perché Acerbi non c'entra nulla con Arrow, il giustiziere che lancia frecce in ogni direzione. Acerbi è l'Ulisse ferito che dopo anni riprende in mano il suo arco quando non può più farne a meno. Quando deve riconquistare Penelope. Quando deve prendersi ciò che è suo.

ANNA COME ATENA - E nell'impresa Acerbi sa di poter contare sul sostegno di un'amica. Ulisse aveva Atena, Acerbi ha Anna. Vive a Ferrara, ha 22 anni e solo a sentire il suo caratteristico accento emiliano viene spontaneo domandarle cosa l'abbia spinta a tifare Lazio - anzi, "Lasssio" -  fin da bambina. "Di solito faccio il paragone con le suore. Loro si sentono chiamare da Dio, io invece mi sono sentita chiamare dalla Lazio. In pratica è stata lei che ha scelto me", risponde ai nostri microfoni. Quando la squadra era a Ferrara per il match contro la Spal, Anna ha fatto il possibile per raggiungere l'albergo in cui alloggiavano i biancocelesti. Aveva una consegna importantissima da fare. Con sé aveva un leoncino di peluche che insieme alla sua amica Sandy aveva comprato per il suo idolo indiscusso: Acerbi. "Lo seguivo da quando giocava col Sassuolo e quando ho saputo che sarebbe arrivato ad agosto ero davvero contenta", ci confessa. "Mi ha colpita anche il modo in cui è arrivato a Roma. Sai, quando arriva qualcuno come Ronaldo sono tutti lì ad aspettarlo. Quel giorno, invece, all'aeroporto c'erano pochissime persone e lui era lì, così umile col suo zainetto in spalla", continua Anna. La ragazza ha lasciato il regalo alla hall dell'hotel, pregando l'addetto di farlo recapitare ad Acerbi. E il receptionist è stato di parola. Il difensore biancoceleste ha davvero apprezzato il gesto e gli ha persino riservato un post sul suo profilo Instagram. "È un giocatore senza pari, ce ne vorrebbero undici come lui. Semba un laziale vero. Si comporta come un capitano, è sempre il primo a prendersi la responsabilità anche quando perdiamo. In poco tempo è riuscito a conquistarci tutti", conclude Anna. 

L'ODISSEA - La sua conquista più grande, però, Acerbi la vuole raggiungere con la sua Lazio. L'Odissea non è ancora giunta a termine. Acerbi lo sa e - come ha notato Anna - si carica sulle spalle il peso delle responsabilità che derivano dal suo ruolo. Nel bene e nel male. Tra campionato e Coppa Italia ci sono ancora nove lunghi miglia da navigare prima di approdare a Itaca. Quella che al posto degli ulivi ha le stelle del calcio internazionale ad attendere lui e la sua flotta. "Non molliamo", ha ripetuto il difensore dopo il pareggio di domenica all'Olimpico. "Bisogna andare avanti con fiducia e consapevolezza", ha ricordato. Si riparte dal Milan, in quello stadio dove Acerbi ha vissuto alcuni dei momenti più delicati della sua carriera. Gattuso è Polifemo, tv e giornali sono le Sirene. Mai come adesso serve una reazione decisa. Perché, per chi non lo avesse capito, è finito il tempo dei "meglio così". 

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