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ESCLUSIVA Radiosei – Spicciariello, ex collaboratore DiBenedetto: “La vicenda è stata strumentalizzata, vi spiego perché…”

di Lalaziosiamonoi Redazione
Fonte: Andrea Centogambe-Lalaziosiamonoi.it

È il 26 maggio 2013, sono passate da poco le 19 e 54 minuti. Lo stadio Olimpico si colora di biancoceleste, un tricolore compare improvvisamente in Curva Nord. La tribuna Monte Mario, assegnata alla Roma, si svuota velocemente. I giocatori laziali cominciano a sfilare sul palco della vittoria, per ultimo il capitano Stefano Mauri, che pochi istanti dopo solleverà al cielo la Coppa Italia. In tribuna autorità sono rimasti solo tifosi laziali. Uno in particolare è pazzo di gioia. Al collo una sciarpa della Lazio, ride e festeggia per questo storico trionfo. Batte il cinque a Candreva durante la premiazione, la sua esultanza sembra incontenibile. Nulla di strano dunque, se non fosse che si tratta di Franco Spicciarello. Chi è? Colui che fino a poco tempo fa curava la comunicazione dell’ex presidente della Roma Thomas DiBendetto. Spiacciariello è socio della Open Gate Italia, società che collaborava con l’ex numero uno giallorosso. Durante i festeggiamenti la sua fede laziale è uscita allo scoperto ed è facile immaginare la reazione dei tifosi romanisti all’indomani della sconfitta più dolorosa di sempre.

Proprio Spicciariello è intervenuto ai microfoni di Radiosei: “Sono diventato famoso per una partita di calcio senza motivo. Ho visto la mia faccia ovunque. Molti tifosi si sono arrabbiati con me. Io con la mia società ho lavorato con DiBenedetto quando gli americani hanno iniziato l’acquisizione della Roma. Sono stavo vicino a lui, ho fatto da interprete, ho gestito la sua comunicazione, le conferenze stampa. Sono stato il suo consulente. Il rapporto si è interrotto quando la Roma si era strutturata nel gennaio 2012 con la nuova società . Da allora i rapporti sono stati sempre ottimi,  un consulente viene richiesto anche dopo la fine di un rapporto. Quel famoso giorno (il 26 maggio ndr) tra le vari foto pubblicate dal sito dagospia c’è una foto di me che parlo con Pallotta che ho avuto la fortuna di conoscere a Boston due anni fa. È un manager di altissimo livello. Dopo la foto con Pallotta mi si vede che festeggio con la mia sciarpa. Qualcuno ha pensato bene di prendere quelle foto e scrivere che ero il capo della comunicazione della Roma, una cosa surreale, se pensate che io avevo interrotto il rapporto con la Roma più di una anno fa. Il mio nome è stato strumentalizzato, per questo capisco la rabbia dei tifosi romanisti. Questa notorietà me la sarei evitata. La mia figura è stata messa in giro usando informazioni false, per attaccare la dirigenza romanista accusata di lazialità. È stato tutto molto strumentalizzato. Mi fa ridere anche l’accusa a Baldissoni di lazialità, che conosco ed è romanista oltre che un grandissimo professionista”.

Informazioni false quelle diffuse dai media romani, che gli hanno creato non pochi problemi: “Ho ricevuto insulti e minacce, anche la mia famiglia ha avuto dei problemi. Sono cose che non hanno nulla a che vedere con il calcio. Io ero lì da privato cittadino, come un qualsiasi altro tifoso. Ho sempre tifato Lazio come tutta la mia famiglia. Comprendo in parte l’arrabbiatura dei tifosi. Non accetto assolutamente l’operato dei giornalisti che erano a conoscenza di comunicare cose false”. Una notorietà raggiunta per caso. Ma se i tifosi romanisti non l’hanno presa bene, i tifosi laziali al contrario lo hanno idolatrato con messaggi di ogni tipo: “Ho ricevuto messaggi da tifosi ed ex compagni di scuola. Messaggi che trovo immeritati. Molti mi hanno scritto che sono stato il primo ad “alzargli la sciarpa in faccia”, ma nella mia esultanza non c’era nulla di denigratorio. Ho anche salutato i giocatori della Roma”.

A dimostrazione della sua fede laziale, Spicciariello non si è perso nemmeno una delle feste post derby: “C’ero a Piazza di Spagna e al “funerale” della Roma. A Roma è questo il bello. Di funerali ne sono stati fatti molti altri in passato, sia da una parte che dall’altra”. Un ultimo commento sulla sessione estiva di calciomercato: “Spero non vada via nessuno dei grandie dalla Lazio. La società? In 8-9 anni molte cose buone sono state fatte, si può migliorare certamente. Dobbiamo goderci il momento. Il tifoso deve andarsi ad abbonare, se la gente vuole vedere una grande squadra deve spendere i soldi. Purtroppo il calcio oggi è business, anche se non piace ma è così”. 


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