ESCLUSIVA - Bonanni: "E' il derby che salva una stagione! Domenica gioco con il Lugano e poi corro..."
Fonte: Davide Capogrossi - Lalaziosiamonoi.it
Un tifoso laziale cresciuto nelle giovanili della Roma. Terribile supplizio. Fortunatamente Massimo Bonanni ha avuto l’occasione di indossare la casacca biancoceleste: il mercato invernale del 2006 stava per volgere alla conclusione, Delio Rossi individuò nell’esterno romano il sostituto di Cesar, in partenza verso l’Inter. Purtroppo la sua avventura alla Lazio fu contrassegnata da luci e ombre: alcuni infortuni, poi la scelta di Rossi in estate di ripiegare sul 4-3-1-2 riducendo di fatto le possibilità di utilizzo degli esterni puri. Oggi Massimo Bonanni dopo un lungo peregrinare gioca in Svizzera, è in prestito al Lugano dal Genoa. La Lazio resta sempre nel cuore, e domenica soffrirà da vero tifoso per il derby dei derby. La redazione di Lalaziosiamonoi.it ha intercettato in esclusiva il doppio ex per un un’intervista.
Mancano due giorni al derby più importante della storia. Tra ritiri, dichiarazioni e strisiconi di alcuni tifosi, non pensi si stia esagerando? “La partita è stata caricata un po’ troppo, rimane sempre una partita di calcio, anche se è una finale di coppa che per entrambe le squadre può valere una stagione. Speriamo che sia una gara tranquilla, che le due tifoserie riescano a dimostrare che il calcio è solamente un divertimento”.
Gara che si preannuncia bloccata nella fase iniziale, anche per un fattore emotivo… “Queste partite vengono sempre risolte dagli episodi, dalle giocate del singolo, quindi sicuramente prevedo una sfida un po’ tesa, con la speranza che poi la giocata del grande campione faccia la differenza. Klose in questo momento visto che si è ripreso alla grande, può fare la differenza ed aiutare la squadra a vincere questa partita che può salvare una stagione che fino ad un paio di mesi fa era esaltante. Adesso se non dovesse arrivare neanche la Coppa Italia potrebbe venir considerata una stagione fallimentare”
Quali sono state le cause del crollo della Lazio nella seconda parte? “Ci possono essere tanti motivi, sicuramente il fatto di aver disputato tre competizioni con gli stessi elementi ha inciso, la squadra si è trovata in un momento di difficoltà. Penso che la Lazio abbia comunque fatto un grande campionato, peccato per il finale perché non è riuscita a raggiungere l’obiettivo della qualificazione diretta in Europa. E’ una buonissima squadra e con qualche innesto in più può decisamente dire la sua”.
Sei cresciuto nelle giovanili della Roma, ma il tuo cuore è laziale. Come vivrai questa partita legata a doppio filo con il tuo passato? “La sento parecchio, so benissimo quello che vale per la città ma anche per me. Spero di vederla perché domenica gioco alle 4, però appena finisce la partita correrò subito a casa e andro a vederla perché ci tengo, al di là del derby è sempre una finale importante”.
Hai incrociato Petkovic nel campionato svizzero, ti saresti aspettato un adattamento così rapido al calcio italiano? “Lo posso giudicare di più su quel che ha dimostrato in Italia perché in Svizzera il campionato è normale, lui ha dimostrato di poter far bene ma aveva una squadra importante. Il Sion senza penalizzazione sarebbe arrivato in seconda posizione, poi ha vinto lo spareggio per non retrocedere ma era una formalità. Quest’anno era arrivato con un po’ di scetticismo, la preparazione non era andata un granchè bene. Ci siamo ricreduti un po’ tutti, ha dimostrato di essere una persona intelligente e preparata, e un bravo allenatore. Spero riesca a raggiungere l’obiettivo di vincere la Coppa Italia e a rimanere sulla panchina della Lazio”.
Ci racconti le tue sensazioni quando, nel gennaio 2006, hai scoperto di approdare nella squadra del tuo cuore? “ Ero a Palermo, ero incedibile per l’allenatore. E’ arrivata la chiamata della Lazio a inizio gennaio, ho voluto subito sfruttare questa occasione, però il momento decisivo è stato l’esonero di Delneri a tre giorni dalla chiusura del mercato. I piani sono cambiati, sono riuscito grazie al direttore Foschi ad approdare alla Lazio ed è stata sicuramente una grandissima emozione. Ricordo il primo giorno che sono arrivato a Formello, mi sono visto con la maglia d’allenamento, non ci credevo. E’ stata una storia un po’ particolare, sono passato dalla Roma alla Lazio nel giro di sei mesi, è stata un’emozione molto forte giocare per la squadra per cui ho sempre tifato ed è un ricordo che terrò con me per tutta la vita. Peccato che poi le strade si siano dovute separare, penso giustamente…”
Perchè dici giustamente? “Ho avuto un colloqui con il presidente e l’allenatore Delio Rossi, hanno espresso il desiderio che rimanessi, ma ho capito che il mister aveva altre idee tattiche in testa, in quel momento mi sono reso conto che era il momento di andare via. Senza rancore, anzi ringrazio tutti per aver avuto la possibilità di giocare nella Lazio”.
In genere si chiude con un pronostico, ma stavolta facciamo un’eccezione... “Assolutamente, non te lo avrei mai detto… (ride, ndr)"