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SPECIALE AURONZO – Con l’Iran più di un’amichevole: prima con gol per Bresciano. Concorrenza Matuzalem-Ledesma, Stop per Rocchi: domani risonanza magnetica

di Daniele Baldini
Fonte: Daniele Baldini - Lalaziosiamonoi.it

AURONZO DI CADORE – Cospicuo dispiegamento di forze dell’ordine, corposa troupe di Al Jazeera al seguito e spalti colmi per il secondo test stagionale contro la nazionale iraniana, appuntamento più probante e decisamente più acceso rispetto a quello di sabato scorso contro l’Auronzo calcio. Avversario più consistente contro il quale Reja dà seguito al canovaccio tattico impostato già ampiamente nella scorsa stagione: l’assenza di Andrè Dias (ritorno previsto sta stasera e domani) obbliga il goriziano al terzetto composto da Biava, Stendardo e Radu, che dopo 12’ si fa prendere di infilata dall’inserimento centrale di Khalatbari che fredda il vice Muslera, Tommaso Berni, con un diagonale chirurgico che ha acceso gli animi in campo. L’unico centro dei primi 45’ di gioco, ma certamente non l’unico pericolo per una fase difensiva decisamente in ritardo.

Vogliosi, orgogliosi e con un pizzico di cattiveria agonistica di troppo i rossi di Afshin, tanto da scatenare i rimbrotti di un piccato Brocchi (e non solo), che ha guidato nella consueta posizione da interno destro il centrocampo capitolino. Al suo fianco un già positivo (quanto meno in fase di interdizione) Ledesma e Stefano Mauri, preferito inizialmente a Francelino Matuzalem e al neo-arrivato Mark Bresciano. Il passo e la condizioni delle due compagini è opposto: gambe pesanti, poco movimento senza palla e manovra farraginosa per la Lazio, per lunghi tratti in apnea ed incapace di accompagnare con continuità le iniziative delle punte; organizzati ed aggressivi gli arabi che hanno compresso tutti gli spazi, in particolar modo sulle corsie esterne, dove l’osservato speciale Pablo Pintos non sempre è riuscito ad imporre la sua falcata. Al 30’ l’unico spunto degno di nota del primo tempo per l’ex San Lorenzo, che dopo essersi liberato del suo dirimpettaio con un bel allungo ha centrato in piena area un assist non raccolto dalla coppia Zàrate-Rocchi.

La vera brutta notizia, però, è arrivata proprio dal capitano che, a 10’ dal termine della prima frazione, ha alzato bandiera bianca per un problema muscolare alla coscia sinistra. Borsa del ghiaccio per il bomber veneto e soprattutto la speranza che gli accertamenti delle prossime ore non certifichino importanti lesioni. Sarebbe una brutta tegola per Reja che deve già fronteggiare la degenza post operatoria di Sergio Floccari (differenziato)

Il contrattempo ha lanciato prima del previsto Libor Kozak che in apertura di secondo tempo ha avuto subito l’occasione di confermare le sue doti di ariete, quando ha girato a lato da buona posizione un bel assist di Pintos. Progressi in corso d’opera per il sudamericano e per tutta la Lazio che dopo un quarto d’ora ha rivoluzionato il suo scacchiere con l’ingresso in campo di ben otto effettivi, tra i quali non figuravano né gli infortunati (Foggia, Floccari, Firmani, Correa), che Lichtsteiner e Gonzalez (rientrato). Rimasto intatto solo il reparto offensivo, totalmente stravolti assetto difensivo (Bizzarri, Diakitè, Cribari, Zauri) e quello mediano, dove Bresciano ha fatto le veci di Mauri e Matuzalem quelle di Cristian Ledesma. Si vanno, dunque, schiarendo le intenzioni di Reja che, malgrado peculiarità diverse, ha aperto ufficialmente il duello tra lo stesso Ledesma ed il brasiliano.

Più fluida la manovra biancoceleste con la regia di Matuzalem, vero e proprio catalizzatore di palloni, intorno al quale Perpetuini e Bresciano si sono alternati in fase propositiva senza palla. La prova schiacciante è arrivata al 37’, quando l’australiano ha subito messo in mostra un suo cavallo di battaglia, il senso del gol: cross da sinistra di Cavanda, pasticcio difensivo della retroguardia iraniana ed inserimento felino sotto porta del “canguro” che ha corretto in rete l’1-1.

Bene la prima, dunque, la prima dell’ex Palermo, ma anche la seconda di Zàrate. “El Pipe de Haedo”, l'unico a giocare l'intera gara, si è letteralmente acceso nei secondi 45’, dispensando le solite intuizioni geniali: “Ma deve essere più cattivo nel cercare la rete”, lo spronò Reja qualche giorno fa. L’argentino prova ad accontentarlo quando da posizione defilata incrocia un siluro da applausi che Rahmati toglie dall’incrocio con un miracolo. La rete non è ancora arrivata, ma le premesse lasciano ben sperare.

Lazio, (3-5-2): Berni (60’ Bizzarri); Biava (60’ Diakitè), Stendardo (60’ Cribari), Radu (60’ Zauri); Pintos (60’ Scaloni), Brocchi (60’ Perpetuini), Ledesma (60’ Matuzalem), Mauri (60’ Bresciano); Del Nero (60’ Cavanda); Rocchi (37’ Kozak), Zàrate. All.: Reja.

Marcatori: 13’ Kalhatbari, 80’ Bresciano.
 


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