L'amarcord di Cesar: "Andai via dalla Lazio perchè non trovai l'accordo con Lotito...Il ricordo più bello? Il gol nel derby e la samba!"
Fonte: Giorgia Baldinacci - Lalaziosiamonoi.it
Un tuffo nel passato con uno dei calciatori che ha saputo conquistarsi l’affetto dei tifosi biancocelesti: Cesar Aparecido Rodrigues, Cesar per tutti, “Cesaretto” per tutti i laziali. Arrivò in Italia nell’estate del 2001, sponda Lazio, dopo l’esordio con la Nazionale brasiliana. Cinque le stagioni con la maglia biancoceleste, tra alti e bassi, ma sempre con la voglia di lottare, sempre con la sua innata capacità di farsi volere bene dai tifosi e di farsi apprezzare da compagni e società. Sono stati proprio gli anni alla Lazio a permettere a Cesar di affermarsi nel panorama calcistico, anni vissuti con straordinari campioni e consacrati dalla guida di Roberto Mancini: “La Lazio è stata l’esperienza più bella della mia carriera, c’erano grandi campioni e compagni fantastici a livello umano, mi hanno aiutato nei momenti più difficili – ha raccontato il brasiliano ex biancoceleste a Lazio Style Radio – Ammiravo la forza e la lealtà di Jaap Stam, la tecnica e la capacità di leggere le partite di Liverani, la sicurezza difensiva di Favalli e Nesta, l’agilità di Peruzzi. Si sentiva nell’aria che c’era un bell’ambiente alla Lazio. Mancini ha saputo adattare le mie caratteristiche ad un ruolo più avanzato del terzino sinistro, grazie a lui ho imparato tanto”. Solo elogi anche per mister Delio Rossi, unico nel suo genere come lo definisce Cesar: “Ha dato tanto alla Lazio ed ha dimostrato di saper crescere con la Lazio, come lavora lui lo fanno in pochi ha un modo tutto particolare. Mi ha accolto benissimo, nonostante i miei rapporti con la società non fossero dei migliori”. Proprio i rapporti con il presidente Lotito ed un accordo che non è riuscito ad arrivare hanno messo fine all’avventura del brasiliano in biancoceleste, nel gennaio 2006 quando Cesar approdò in un altro grande club, l’Inter allenata proprio da Mancini: “Era un momento molto delicato, tante promesse non mantenute ed un accordo non trovato con il presidente da entrambe le parti mi hanno portato ad andare via. Per come era la situazione rifarei ancora oggi la stessa scelta”. Il ricordo più bello rimane però quel gol nel derby del 6 gennaio 2005, vinto dalla Lazio per 3-1; Di Canio, Cesar, Rocchi, una tripletta che fece esplodere l’Olimpico ed un’esultanza quella del brasiliano che è rimasta famosa: “Fu una bellissima vittoria, arrivata in un momento delicato per la Lazio dopo l’esonero di Mimmo Caso e la panchina affidata a Papadopulo. Nell’intervallo negli spogliatoi pensavo: ‘Se riesco a segnare esulto in modo particolare’. L’occasione poi è arrivata grazie ad un cross di Oddo, io ho avuto tutto il tempo di coordinarmi e di segnare con un bel tiro incrociato. In un secondo ho realizzato che avevo fatto gol proprio nel derby ed allora ho iniziato a ballare la samba”. Una rete quella che forse ha segnato un legame inscindibile tra ‘Cesaretto’ e i tifosi biancocelesti: “La Lazio mi è rimasta nel cuore e tifo sempre per i biancocelesti. Ringrazio i tifosi per tutto l’affetto e il rispetto che mi hanno dato, per quello che ho fatto in campo e per l’uomo che ho dimostrato di essere. Ho vestito la maglia della Lazio per tanto anni e spero di aver sempre onorato le loro aspettative.”.