"Vengo a seppellire la Lazio": Pino Insegno riscrive l'orazione di Marco Antonio
RASSEGNA STAMPA - "Amici, tifosi laziali...prestatemi orecchio". Sulle pagine del Corriere dello Sport, Pino Insegno ha iniziato così il proprio riadattamento dell'orazione di Marco Antonio. Il celebre monologo teatrale, tratto dal "Giulio Cesare" (1599) di William Shakspeare, per l'occasione è stato rivisitato in chiave Lazio dall'attore, noto tifoso biancoceleste. Insegno si è sostituito proprio a Marco Antonio, che nel suo discorso finge di congratularsi con Bruto e il resto dei congiuratori - in questo caso il riferimento è a Lotito - per l'assassinio di Cesare - qui la vittima designata è la Lazio - , con lo scopo di far insogere la folla romana contro essi. Sul quotidiano si legge:
"lo vengo a seppellire la Lazio, non a lodarla. Il male che fanno gli uomini sopravvive loro; il bene spesso viene sepolto con le loro bandiere. II nobile Lotito vi ha detto che tutto va bene e Lotito è uomo d'onore, se cosi fosse, sarebbe colpa grave, e gravemente la Lazio ne porta il peso. Qui, col permesso di Lotito e degli altri cortigiani di Formello, poiché Lotito e tutti gli altri sono uomini d'onore, ma vengo a parlare del vostro dolore.
La Lazio era amata: fedele, orgogliosa, immortale. E Lotito dice che i conti sono in ordine. Se fosse solo questo il calcio, allora anche gli usurai sarebbero campioni. Quando il popolo chiedeva sogni, arrivavano comunicati. Quando chiedeva campioni, arrivavano plusvalenze. Quando chiedeva gloria, arrivavano silenzi. Eppure Lotito è uomo d'onore. Avete visto il vostro stadio svuotarsi d'anima. Avete visto bandiere trattate come fastidi. Avete visto allenatori lasciati soli, giocatori partire, ambizioni diventare prudenza.
Era questa la grande Lazio promessa? Eppure non parlo per smentire Lotito.
lo parlo soltanto di ciò che voi sapete. Voi una volta amavate questa squadra senza misura. Perché oggi vi guardate allo specchio con rassegnazione?Oh giudizio! Sei fuggito negli uffici dei bilanci, e gli uomini hanno perduto il cuore. Abbiate pazienza con me. Il mio cuore è là, in Curva, insieme allaquila ferita... e devo fermarmi finché non ritorni".