Torino - Lazio, il doppio ex Venturin: "Zeman, Zoff e Eriksson. Vi racconto"
RASSEGNA STAMPA - Giorgio Venturin è uno dei numerosi doppi ex di Lazio e Torino. Le due squadre si affronteranno domenica e in occasione della sfida l'ex centrocampista ha rilasciato una lunga intervista ai taccuini de Il Cuoio. Ha raccontato dei primi anni al Torino, poi del passaggio alla Lazio.
Qualche difficoltà con Zeman, ma con Zoff ha trovato più spazio: "Il mister cercò di riequilibrare la squadra e la sua mossa fu di togliere un attaccante e di inserire un centrocampista: passammo dal 4-3-3 al 4-4-2. In campo iniziammo ad inanellare una serie di ottimi risultati e chiudemmo al quarto posto. Per me fu una grande rivincita".
Poi con l'inizio dell'era Eriksson le cose cambiarono: "L'arrivo di Eriksson, quello di Mancini e del gruppo Sampdoria fu determinante. Mancini portò una mentalità vincente e cambiò la testa di molti. Ma c'è da dire che quella Lazio cresceva anno dopo anno. Ogni stagione il presidente Cragnotti aggiungeva un tassello di qualità ad una squadra già forte".
L'elogio di Venturin al tecnico svedese: "Un grande allenatore, un comunicatore eccezionale e un tecnico in grado di gestire il gruppo come pochi. Era sempre pacato, tranquillo, non perdeva mai le staffe. Sapeva mantenere sempre la lucidità, anche nel corso delle gare".
Vittorie, sconfitte, rimpianti. Venturin se ne andò sul più bello all'Atletico Madrid, lasciando la Lazio prima della vittoria in Coppa delle Coppe. Nel finale dell'intervista, il doppio ex ha commentato la situazione di Torino e Lazio in campionato:
"Mi dispiace molto vedere le due squadre così in difficoltà. La gara di campionato rappresenta tanto per il Torino. La Fiorentina e il Lecce sono solo a tre punti e se guardiamo il calendario dei granata non è certamente tra i più semplici. Ho paura che fino alla fine se la giocherà con i viola e le altre. La Lazio invece è in una posizione più tranquilla. Anche se, purtroppo, il campionato dei biancocelesti è piuttosto anonimo".