Rovella tra la Lazio e il sogno azzurro: Nicolò vuole riprendersi tutto
RASSEGNA STAMPA - In un gennaio che ha già regalato a Maurizio Sarri due volti nuovi come Petar Ratkov e Kenneth Taylor, in casa Lazio c’è spazio anche per sorridere grazie a un ritorno importante: quello di Nicolò Rovella. Il centrocampista è rimasto fermo da settembre a causa di una pubalgia diventata un vero calvario, affrontata prima con la terapia conservativa e poi con l’operazione chirurgica di novembre. In totale, tre mesi e mezzo lontano dal campo.
Il rientro è arrivato negli ultimi venti minuti della gara contro il Verona, una notizia preziosa per Sarri, che ha però voluto spegnere subito facili entusiasmi dopo il successo del Bentegodi: "Per essere titolare gli manca ancora parecchio. È stato fuori tre mesi e mezzo e si allena con continuità solo da dieci giorni. Pensarlo già al cento per cento sarebbe assurdo. Sta però crescendo giorno dopo giorno e questo lo riporterà velocemente vicino al suo livello migliore". Tradotto: servirà pazienza, ma il percorso è chiaro.
Il primo passo è stato fatto e Rovella, intanto, si gode il semplice piacere di essere tornato in campo. Ventuno minuti contro l’Hellas (diventati 26 con il recupero), sufficienti per ritrovare sensazioni perse da tempo e rompere il ghiaccio dopo mesi difficili. Ora l’obiettivo è uno solo: riconquistare spazio in una mediana dove Danilo Cataldi ha saputo prendersi responsabilità e consensi. Rovella parla di concorrenza sana e rispetto reciproco una convivenza che Sarri dovrà gestire in un centrocampo che ha perso Matteo Guendouzi, il compagno con cui Nicolò aveva creato un’intesa speciale: "Mi è dispiaciuto molto vederlo andare via, è il giocatore con cui ho giocato di più. Spero un giorno di poter tornare a giocare con lui qui alla Lazio".
E poi c’è il sogno azzurro. Rovella non lo nasconde: "Sì, penso alla Nazionale. In questi mesi ho sentito il ct Gattuso, mi è stato molto vicino prima e dopo l’operazione. È stato un gesto che mi ha fatto davvero piacere". Il Mondiale resta sullo sfondo come traguardo da inseguire passo dopo passo. Prima, però, c’è una maglia da riconquistare alla Lazio.