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Roma, Svilar è un caso: finisce in tribunale. Ecco il motivo

di Martina Barnabei

RASSEGNA STAMPA - Continua la battaglia legare tra Svilar e la Fifa. Il portiere della Roma è un “numero uno senza patria”, dopo aver deciso di vestire la maglia del Belgio e rifiutato quella della Serbia. Tutto per colpa di 45’ giocati dall’estremo difensore con la Serbia in un’amichevole contro il Qatar.

Il nuovo regolamento prevede che il calciatore debba essere in possesso del passaporto che vuole rappresentare, che non abbia disputato più di tre partite in nessuna competizione mondiale e continentale e che siano passati almeno 3 anni dalla sfida contesa. Tutto ok, fino a qui. Il nodo, si legge sul Corriere dello Sport, riguarda la data del compleanno perché l’ultimo punto del regolamento sottolinea l’impedimento per chi ha superato i 21 anni e in quell’occasione, il giallorosso ne aveva compiuti 22 da quattro giorni.

96 ore che condannano all’esilio il portiere. Il Mondiale è alle porte, il Belgio lo aspetta pur avendo Courtois tra i pali. È una vicenda intricata che neanche un pool di legali riesce a risolvere e a trovare uno spiraglio, continua a far discutere e creerà un precedente.

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