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Lazio, un dilemma "shakespeariano": Zazzaroni difende i tifosi

di Simone Locusta

RASSEGNA STAMPA - "Esserci o non esserci, questo è il dilemma". Esordisce così uno shakespeariano Ivan Zazzaroni nel suo editoriale odierno sul Corriere dello Sport. Il focus è tutto sul mondo Lazio, in particolare sulla protesta che andrà avanti ancora, anche contro l'Atalanta, e probabilmente ancora oltre.

Ancor più nel dettaglio, il direttore Zazzaroni ha commentato l'iniziativa della società, la quale ha invitato “studenti, docenti, personale ATA e rispettivi familiari” ad assistere gratuitamente alla semifinale di Coppa Italia con una lettera.

"Un’iniziativa che assume un significato provocatorio nell’inverno dei vuoti voluti: non mi sorprende che la Lazio si sia affrettata a segnalare che si tratta di una prassi consolidata. Che non porta benefici poiché, come ha postato un laziale dop, richiamandosi al filosofo spagnolo José Ortega y Gasset, esiste una differenza sostanziale tra il riempire uno spazio e fondare una comunità. Il primo è un esercizio organizzativo; la seconda è un fatto morale".

Questo il commento di Zazzaroni, che poi aggiunge: "Alla Lazio, il pianeta che verrà è in una galassia al momento sconosciuta. E non lo si scoprirà con un trucco o con un effetto speciale. [...] L’ingresso distribuito può generare presenza; non necessariamente genera fiducia. Il tifoso che paga compie un atto di scelta. Il tifoso invitato compie un atto di cortesia. E tra scelta e cortesia corre la stessa distanza che separa una comunità da una platea. Nel gesto (ah, la prassi) di Lotito si avverte un senso di insostenibile solitudine". 


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