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Lazio, Romagnoli non si allena: spunta l'ipotesi del certificato medico

di Christian Gugliotta

RASSEGNA STAMPA - In casa Lazio il caso Romagnoli si fa sempre più spigoloso. Dopo il blocco della società al suo trasferimento all'Al-Sadd, il difensore è comunque ostinato a partire e, ormai da qualche giorno, ha smesso di allenarsi a Formello per provare a convincere il club a lasciarlo andare a giocare al servizio di Mancini.

In Qatar il mercato chiuderà sabato 31 gennaio e il rischio è che, se non si dovesse trovare una soluzione entro quella scadenza, il difensore viva questi mesi da separato in casa, continuando a non scendere più in campo. Se così fosse, la Lazio sarebbe legittimata a prendere provvedimenti nei confronti del calciatore che, dal canto suo, potrebbe rispondere presentando un certificato medico.

Come spiegato dal Corriere dello Sport, infatti, per giustificare l'assenza dagli allenamenti, in questi casi si è soliti inviare al proprio club un documento che attesti una condizione di disagio psicologico. La società, dunque, dovrebbe inviare la visita fiscale, visto che il contratto dei calciatori è a tutti gli effetti un contratto di lavoro. Da qui entrerebbe in gioco l'accordo collettivo che disciplina i rapporti fra club e calciatore: se Alessio non svolgesse le proprie prestazioni professionali rischierebbe sanzioni come la riduzione dei compensi previsti dal suo ingaggio.


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