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Lazio, Motta e l'amore per la famiglia: "Dopo i rigori ho pensato a..."

di Niccolò Di Leo

Edoardo Motta l'abbiamo imparato a conoscere come un ragazzo semplice. Un portiere che ama il calcio e il suo ruolo, dedito al lavoro e costante sul campo.

Un giocatore umile, diverso dai VIP di oggi che amano le telecamere, la folla e gli autografi. Si gode il suo successo, ma anche la semplicità delle cose: il proprio amore per questo sport e la famiglia. Ed è proprio alla sua famiglia che è andato il primo pensiero dopo aver realizzato quanto fatto contro l'Atalanta.

Parato il rigore a De Ketelaere e visti i compangi correr vero di lui, gli son passati subito in mente i sacrifici fatti dal padre e dalla madre per permettergli di arrivare fino a quel momento, come da lui stesso confessato ai taccuini di Tuttosport: "A chi ho pensato dopo la vittoria? A mio padre Giacomo e a mia madre Sabrina. Mio padre fa il meccanico e con mamma hanno fatto tanti sacrifici per sostenere il mio sogno. Poterli ripagare è la gioia più grande".


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