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Lazio, Manfredini racconta: "Lotito mi ha lasciato due anni fermo..."

di Andrea Castellano

RASSEGNA STAMPA - Intervistato dalla redazione de Il Cuoio, l'ex centrocampista Christian Manfredini ha parlato della sua avventura alla Lazio soffermandosi sulla sua esperienza e il suo rapporto con il presidente Lotito. Di seguito le sue parole.

"Con Lotito all’inizio tutto andò bene. Io avevo capito certe spigolosità del suo carattere. Lui è un burbero, che vuole sempre avere l’ultima parola. Ma se lo sai prendere bene, diventa un uomo che mantiene le promesse e che lavora tanto. A me rinnovò il contratto: spalmandolo, trovando un accordo che andava bene per tutti. E mi difese da tante critiche".

"A un certo punto le cose cambiarono. Io avevo due anni di contratto e mi chiese di lasciarli. Avevo 36 anni e non mi sembrava una cosa fattibile. Provai a fargli cambiare idea: gli chiesi di venirci incontro, ma lui fu irremovibile. Io non potevo accettare di perdere due anni, già contrattualizzati. Alla fine rimasi due anni fermo, ma non persi nulla. Purtroppo su certe cose era intransigente. Anche Pandev e Ledesma ebbero problemi simili".

"Lotito era contestato già quando giocavo io. Lo sarà sempre, soprattutto se certi aspetti del suo carattere non cambieranno: lui deve avere sempre l’ultima parola e sarà sempre o bianco o nero. Dal punto di vista dei risultati non ha fatto male: ha vinto trofei, si è ritrovato a giocare contro club molto più forti economicamente. Ma a volte non bastano solo i risultati".


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