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Lazio, Liverani: "Lotito non mi voleva. Io romanista? Nesta mi ha difeso..."

di Simone Locusta

RASSEGNA STAMPA - Fabio Liverani, ex centrocampista della Lazio, ha rilasciato un'intervista ai taccuini de La Gazzetta dello Sport in cui ha ripercorso alcune tappe della sua carriera, sia da calciatore che da allenatore. Tra queste, c'è anche l'esperienza in biancoceleste, la quale non è stata semplicissima per diversi aspetti. Di seguito le sue parole.

"Vorrei chiarire una cosa sul mio addio alla Lazio. Quella con Lotito è stata una trattativa assurda, durata 10 mesi. Io dovevo rinnovare, ma lui non vedeva di buon occhio tutti noi che arrivavamo dalla gestione Cragnotti. Alla fine prima accettai e poi ci ripensai, lui ci rimase male. Avevo capito che l’ambiente mi voleva, mentre lui no. Quando sono arrivato mi venne dato del romanista. Girava una foto di me che esultavo con i tifosi giallorossi. Venivo giudicato per il tifo, non per l’uomo o il giocatore che ero. Mi ha fatto male leggere tanti insulti, anche su muri e striscioni. “Liverani n...ro”, “Liverani spia” e tante altre cose atroci sparse per la città. Pensavo soprattutto a mia mamma, mi dispiaceva che leggesse certe cose".

Poi, l'ex centrocampista racconta un episodio che vede coinvolto anche Nesta: "Venivamo dal derby perso 5-1, i tifosi erano inferociti. Ero diventato il bersaglio numero 1. Il martedì mi aspettavano fuori dallo spogliatoio, sono stati giorni difficili. Sandro mi ha difeso. “Esci con me, passiamo da dietro” e mi ha portato a cena. È stato un gesto da capitano vero, ancora glielo ricordo quando ci vediamo".


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