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Lazio, gol a peso d'oro: gli investimenti in attacco non ripagano

di Christian Gugliotta

RASSEGNA STAMPA - Investimenti infruttuosi. Negli ultimi anni, la Lazio ha speso tanti milioni alla ricerca di un centravanti che potesse garantire gol con continuità, senza, tuttavia, riuscire a scovare un profilo all'altezza delle aspettative. Già prima dell'addio di Immobile, la proprietà si era assicurata per ben 20 milioni di euro Vedat Muriqi, venendo ripagata con appena due reti realizzate dal kosovaro, poi esploso a Maiorca.

Nelle stagioni successive, in biancoceleste sono sbarcati Castellanos (18 milioni spesi, 22 marcature) e Dia (verrà riscattato in estate per 11 milioni, 14 centri), mentre in tempi più recenti Fabiani ha portato a nella Capitale Noslin (10 gol) e Ratkov (ancora a secco) per un totale di 30 milioni. Dal 2020, riporta il Corriere della Sera, la Lazio ha investito ben 80 milioni sul reparto offensivo, ottenendo in cambio appena 48 reti. Ogni gol, in pratica, è costato 1,6 milioni di euro, mentre considerando il solo campionato, i centri sono 32 e la spesa sale 2,5 milioni per ognuno

L'erede di Immobile non è mai arrivato a Formello e la squadra di Sarri fatica a buttarla dentro. Come riporta il quotidiano, in questa Serie A solamente Pisa, Verona, Lecce, Cremonese e Parma hanno segnato meno dei biancocelesti. Il migliore marcatore in campionato è Isaksen con soli 4 gol ed è evidente come dietro i risultati deludenti di questa annata ci siano grandi carenze in attacco. Nonostante gli 80 milioni spesi, in casa Lazio manca ancora  un bomber. Segno evidente di come gli investimenti fin qui fatti siano stati siano stati sbagliati.


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