Lazio, Delio Rossi: “Senza cessioni avremmo vinto di più. Ricordo che…”
RASSEGNA STAMPA - La Lazio attuale ma non solo. Nel corso della lunga intervista rilasciata sulle colonne del Corriere della Sera l’ex allenatore biancoceleste Delio Rossi si sofferma anche sulla sua esperienza a Formello, partendo proprio dal ricordo della sua Coppa Italia: “Quello fu il primo titolo dell'era Lotito. Sapevo che la finale sarebbe stata la mia ultima partita su quella panchina, per questo ci tenevo a chiudere l'esperienza lasciando qualcosa di tangibile ai tifosi. A Roma mi sono sempre sentito benvoluto e ci tenevo tanto a ripagare la gente”.
Quindi un giudizio sulla sua Lazio: “Per il livello che avevamo in rosa era logico che facessimo bene, ma non era dovuto. Era una Lazio molto sperimentale. Erano i primi anni di Lotito, noi dovevamo fare scommesse, costruire i giocatori e venderli. Se avessimo tenuto giocatori del livello di Kolarov, Behrami e De Silvestri, invece di venderli per ripianare il bilancio, in campo avremmo potuto ottenere di più. Il nostro primo obiettivo però era risanare le casse del club”.
Questione di motivazioni, infine, per Delio Rossi: “Quando le motivazioni sono così diverse le differenti partite assumono valori completamente diversi. Ho avuto la fortuna di giocare la Champions con una squadra non era abituata a stare a quei livelli e nella testa dei ragazzi era solo sul palco internazionale. I giocatori facevano ragionamenti. Alcuni speravano di non giocare in Serie A pensando che altrimenti non li avrei schierati tre giorni dopo in Champions, altri pensavano a non farsi male per non saltare le gare di cartello. I calciatori devono essere abituati a restare concentrati e focalizzare gli obiettivi, ma non sono tante le squadre con questi giocatori”.