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Lazio, Delio Rossi: "La situazione è critica. Sarri, Maldini e il mercato..."

di Andrea Castellano

RASSEGNA STAMPA - Ai taccuini de Il Corriere della Sera, l'ex allenatore della Lazio Delio Rossi ha parlato della situazione che sta vivendo la società biancoceleste: "Quando c’ero io la situazione era critica. Quello attuale è un momento difficile, ma la situazione è molto diversa rispetto all'inizio della presidenza Lotito", ha spiegato. Sulla questione di Romagnoli invece ha detto: "Dalla mia esperienza non terrei mai un giocatore contro voglia. La trovo una mossa pericolosa. O si sana la situazione, magari accontentandolo sul rinnovo, oppure forse sarebbe giusto assecondarlo e lasciarlo partire". Intanto però è arrivato Maldini dall'Atalanta: "Può essere un innesto interessante ma a gennaio è difficile trovare giocatori che possano effettivamente stravolgere le gerarchie. Non penso possa risolvere i problemi". 

La squadra sul campo sembra mancare di motivazioni, ma su questo Delio Rossi non transige: "Quelle ci devono essere indipendentemente dalla posizione in classifica. Se non hai motivazioni devi cambiare lavoro. Ci sono ancora più di 15 partite in campionato, c’è la Coppa Italia. Se la squadra fosse demotivata sarebbe gravissimo". E soprattutto non chiude ad altre cessioni: "Quelli che vogliono andare è giusto che vadano. Non so se è per guadagnare più soldi o per altro. Ma non fa bene allo spogliatoio tenere calciatori contro voglia".

Infine, l'ex tecnico ha parlato anche del lavoro di Sarri e del suo ruolo sul mercato: "Dipende dalla forza che ha nel trattare con il presidente. Io avevo un buon curriculum ma non ero Sarri. L’allenatore secondo me ha due strade: o fa il massimo con quel che ha a disposizione o, se insoddisfatto, se ne deve andare. La squadra ha buon impianto di gioco nella fase di non possesso, non ha però furore agonistico che a volte fa andare oltre i limiti. Figurine alla mano quelle che stanno sopra alla Lazio sono tutte più forti di lei. Forse se la può giocare con Bologna e Como, ma non di più".


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