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Lazio, Ciapparoni: "Lotito non sta reagendo, ma è stato colpito..."

di Andrea Castellano

RASSEGNA STAMPA - Ha fatto tanto rumore l'ultima lettera di Luigi Bisignani verso il presidente Lotito. È d'accordo anche Alberto Ciapparoni, intervenuto ai taccuini de Il Tempo: "È un segnale molto forte che arriva da un personaggio rilevante nella storia della Repubblica italiana. Spero si capisca che è il momento della svolta, di prendere in considerazione la possibilità di vendere la società. Non ci sono le condizioni per far tornare la Lazio ai vertici, laddove merita di stare per storia, tradizione e per la sua stessa essenza".

Il giornalista politico e tifoso della Lazio ha parlato della posizione del patron, che negli ultimi mesi non ha reagito né alla petizione (che porta avanti con Federico Marconi) né all'inchiesta di Report: "Eppure so per certo che tutte e tre le situazioni lo hanno colpito profondamente. È solito agire dietro le quinte. Vedremo se questa volta riuscirà ad avere un quadro più ponderato di quello che sta accadendo", ha spiegato. E a tutto ciò si aggiungono anche le pressioni politiche su Lotito per fargli cedere il club: "Quelle pressioni ci sono state sempre, dietro le quinte e mai manifeste. Oggi nell'articolo di Bisignani si certifica anche l'esistenza di un'offerta importante respinta in passato, così come sono state respinte le pressioni politiche. Può rappresentare un momento di svolta anche sotto questo profilo".

Oltre alla sua petizione, da 46mila firme, adesso Ciapparoni sta lavorando a una tavola rotonda per coinvolgere chiunque voglia partecipare: "Vogliamo far presente che ci sono tanti laziali che non si arrendono a questo momento di ridimensionamento e di crisi. Su 46mila firme, accompagnate da messaggi articolati sui social, non solo personaggi pubblici importanti hanno sottoscritto, ma tantissimi tifosi laziali, gente comune. Hanno ribadito che la lazialità è qualcosa di diverso rispetto a quello che abbiamo visto con questa società in 22 anni".


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