.

Lazio, Cataldi rigorista di ghiaccio: dagli undici metri è una sentenza

di Chiara Scatena

RASSEGNA STAMPA - Un déjà vu che riporta al 4 ottobre scorso, contro il Torino, quando aveva firmato il 3-3 al 103'. Anche allora Danilo Cataldi si era presentato sul dischetto in pieno recupero, dopo una lunga attesa tra proteste e controlli Var. Anche allora era stato glaciale: nessuna esitazione, nessuna emozione fuori controllo. Contro il Genoa il copione si è ripetuto. Rigore al minuto 100, undici metri che diventano il punto di partenza per un’esultanza liberatoria: l’abbraccio alla panchina, il dito sullo stemma della Lazio, la squadra del cuore ritrovata dopo un anno di purgatorio in prestito.

La differenza la fa la freddezza. Come sottolinea il Corriere dello Sport, in carriera Cataldi non ha mai sbagliato un rigore: due nel campionato Primavera, uno con l’Italia Under 20 (in amichevole contro la Germania) e i due, pesantissimi, arrivati a tempo scaduto in questa Serie A. Con il gol al Genoa è salito a tre reti in 20 presenze stagionali: oltre ai penalty, aveva già sbloccato il match contro la Fiorentina all’Olimpico con un uno-due con Vecino e un sinistro in diagonale.

Il rigore ha impreziosito una prestazione già convincente nei numeri: 49 passaggi riusciti (87%), di cui 27 in avanti, e 8 recuperi, a conferma del suo peso in entrambe le fasi di gioco. Rientrava dalla squalifica scontata a Lecce e ha subito ripreso per mano una Lazio apparsa lenta al Via del Mare anche per la sua assenza. 


Altre notizie
PUBBLICITÀ