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Italia, Capello striglia il movimento: "Eravamo i migliori al mondo. Adesso..."

di Simone Locusta

RASSEGNA STAMPA - Mister Fabio Capello ha rilasciato un'intervista ai taccuini de La Gazzetta dello Sport in vista dei playoff imminenti dell'Italia contro l'Irlanda del Nord. L'Italia non può permettersi di saltare il terzo mondiale di fila ma, qualora accadesse, si evidenzierebbero ancor di più le problematiche del nostro calcio. Problematiche che, secondo Capello, partono dal valore dei giocatori: "La connessione c'è e comincia dal valore degli stranieri [...] Quando ero allenatore, avevamo in Italia i migliori del mondo. Oggi ci sono Modric, Rabiot e pochi altri. E quelli buoni buoni li vendiamo, mentre una volta, fino al 2010 almeno, venivano tutti qui perché eravamo un riferimento. Senza quell'esempio, i nostri non possono migliorare. Ma non è l'unico problema".

Non solo stranieri. C'è anche il problema della carenza assoluta di giocatori italiani in A e della mancata valorizzazione dei settori giovanili: "Pensiamo davvero che siano tutti superiori ai nostri? Certo, dovessimo fallire il terzo Mondiale, non avrei dubbi: vuol dire che tutte le politiche sul nostro calcio giovanile sono state sbagliate".

Su Gattuso: "Lui è la persona giusta. Spero solo che abbia tutti i migliori a disposizione. Deve tirar fuori l'orgoglio che abbiamo perso per strada. Non voglio più vedere una squadra amorfa e senz'anima come quella dell'ultimo Europeo, però s'è già visto che Gattuso ha dato senso di appartenenza e voglia di lottare. Deve fare in modo che diano il massimo".

Qualità e rischi di questa Italia: "La qualità non è eccelsa ma buona. In attacco e a centrocampo siamo a posto, i problemi sono dietro, non abbiamo grandissimi marcatori puri. Dovremo stare attenti ad angoli e cross in area".
 


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