Gravina, che stoccata: “Bene da presidente, forse dovevo far meglio da calciatore”
RASSEGNA STAMPA - Non ci sta Gabriele Gravina. L’ormai ex numero uno della FIGC si racconta sulle colonne del Corriere della Sera e ripercorre in una lunga intervista la sua avventura alla guida della Federazione, rivendicando i successi e togliendosi qualche sassolino dalla scarpa. Come quelli che hanno a che fare con le sue dimissioni dopo l’ennesima mancata qualificazione a un Mondiale da parte dell’Italia.
Nel parlarne, infatti, Gravina rivendica i risultati raggiunti: “La Federazione promuove il gioco de calcio con un grande impatto sulla società civile. Pensiamo agli oltre 800mila minorenni impegnati, ai progetti con le scuole, ai programmi sull’inclusione e sulla sostenibilità sociale e ambientale. Per non parlare dei risultati positivi delle Nazionali giovanili e di quelle azzurre”.
Quindi il contrattacco di Gravina, con la stoccata dopo le dimissioni: “Forse avrei dovuto essere più bravo come calciatore: ho sbagliato due rigori contro la Svizzera e tre palle gol con la Bosnia e dopo, dal dischetto, ne ho tirati uno alto e un’altra sulla traversa. Forse mi sarei dovuto allenare di più”.