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Covid-19, parla l'esperto Palù: "Tracciare gli asintomatici non ha senso"

di Andrea Marchettini

Al centro del dibattito sportivo di questi giorni, la questione relativa ai tamponi e ai presunti positivi sta facendo discutere parecchio. Mentre la FIGC valuta un laboratorio unico per tutte le società, tutti quanti si interrogano sui reali rischi di contagiosità tra i non sintomatici. A cercare di far chiarezza - come riporta la rassegna di Radiosei - ci ha pensato il docente di Virologia all'Università di Padova, Giorgio Palù: "Si dovrebbe parlare di positivi che contagiano e positivi che non contagiano. Perseguire l'azzeramento del virus, seguendo gli asintomatici, non ha nessun senso nè dal punto di vista scientifico nè dal punto di vista operativo. Il 95% delle persone che risultano positive non ha sintomi e quindi non può essere definito malato. E' innegabile però che queste persone siano state contagiate, cioè che siano entrate a contatto col virus. Ma non è detto che siano contagiose, cioè che possano trasmettere il virus ad altri. Per dirlo bisognerebbe misurare la loro carica virale".


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