Lazio, a Bergamo è nata una stella: inizia l'ascesa di Edoardo Motta
Fonte: Christian Gugliotta - Lalaziosiamonoi.it
Ci sono serate che restano impresse nella memoria calcistica collettiva. Cambiano il destino di un club, segnano indelebilmente carriere e consacrano talenti. La notte di Bergamo ha consegnato al mondo del calcio il nome di Edoardo Motta, proiettandolo tra quelli dei giovani portieri più interessanti del panorama mondiale. I quattro rigori parati contro l'Atalanta hanno spalancato alla Lazio le porte della finale di Coppa Italia, facendo sognare a un popolo intero un trionfo considerato inimmaginabile all'interno di una stagione nata male e continuata peggio. Eppure un anno fa, quel pacato ragazzone di 194 cm vantava appena una presenza tra i professionisti, proprio in Coppa Italia.
Dopo soli sei mesi di Serie B con la Reggiana, Motta approda nella Capitale per sostituire il partente Mandas nello scetticismo generale. I piani per lui sembrano chiari: non è ancora pronto per la Serie A, dovrà crescere e imparare tanto alle spalle di Provedel. Poi l'imprevisto che cambia tutto: la spalla del numero uno biancoceleste fa crack e il classe 2005 si ritrova catapultato in una realtà più grande di lui, chiamato a difenderei pali della Lazio fino a fine stagione. L'esordio contro il Sassuolo è eloquente e mette subito in luce qualche limite nel giocare con i piedi, sicuramente non l'ideale in un calcio che sta trasformando i portieri sempre più in registi aggiunti. Nella sua prima apparizione, però, Edoardo è anche autore di un doppio intervento niente male, lasciando intravedere qualche sprazzo di un talento venuto fuori nelle partite successive.
Proprio nella semifinale contro l'Atalanta c'è tutto Motta. Impacciato nei rinvii, quasi tutti sbagliati, e straordinario tra i pali. Nel recupero del secondo tempo, la sua manona manda sul legno un colpo di testa di Scamacca, negando il successo all'Atalanta e mandando la sfida ai supplementari. Poi ci sono i rigori. Contro il Bologna aveva dato un assaggio della sua abilità, bloccando il tentativo di Orsolini. A Bergamo, invece, arriva un vero e proprio show. Quattro rigori parati, uno dopo l'altro. Dopo il penalty di Raspadori, Edo abbassa la saracinesca e rispedisce al mittente ogni pallone calciato dai giocatori bergamaschi. Al termine della lotteria viene sopraffatto dall'affetto dei compagni, che lo portano in trionfo. Nell'intervista post partita, le lacrime di chi è travolto da emozioni mai provate prima, di chi ancora deve abituarsi a palcoscenici così. Com'è strano il calcio. In meno di un anno la sua vita è stata capovolta. Dal campionato di Primavera 2 alla serie cadetta. Poi la Serie A e ora l'accesso in finale di Coppa Italia da protagonista assoluto. E la sensazione è che alla New Balance Arena di Bergamo sia nata una stella, quella di Edoardo Motta.