Adriano Moretti: "La Lazio, la foto con Nesta e la Notte Prima degli Esami. E nel 2020..."
“Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla. Come i pini di Roma la vita non li spezza, questa notte è ancora nostra”. Cantava così Antonello Venditti nella sua Notte prima degli Esami, uno dei brani più famosi dell’artista. La canzone è diventata una tradizione tramandata negli anni di generazione in generazione. Nei primi anni 2000 la canzone si è trasformata in un film che ha avuto un sequel nell’arco di 12 mesi che sono diventati due classici del cinema italiano. A distanza di 20anni la pellicola è tornata sui grandi schermi. Tra i protagonisti c’è anche Adriano Moretti. Attore romano in ascesa che si divide tra cinema, teatro e social.
Adriano non ha mai nascosto la sua passione per la Lazio e tra una promozione del film, gli spettacoli teatrali e gli impegni siamo riusciti a contattarlo per una piacevole chiacchierata tra passato, presente, futuro personale e della squadra del suo cuore. Inevitabile parlare della sua carriera che in questo periodo lo vede impegnatissimo tra la tournée teatrale con lo spettacolo “Listen to me, Adriano” e la promozione del film che sta ottenendo un ottimo riscontro al cinema. Adriano ci racconta le sue emozioni:
“Sì, è un periodo davvero pieno e non posso che esserne felice. Sono contento che la gente mi abbia capito e mi segua con tanto affetto, diciamo che sto continuando a inseguire il mio sogno sperando di realizzarlo ogni giorno”. Ripercorriamo un po’ la sua giovane carriera. Adriano ci racconta gli inizi e di come i social lo abbiano aiutato:
“Ho sempre avuto la passione per il cinema. Ho studiato recitazione e ho provato anche il percorso social che mi ha visto ottenere ottimi riscontri. Spesso non vengono capiti.I social sono stati un bel trampolino e mi hanno fatto conoscere al pubblico. Non capisco chi li demonizza, sono uno strumento importante che va saputo sicuramente usare ma che può essere un grande trampolino. Sono un po’ la tv della generazione scorsa”. Adriano è stato protagonista anche in tv dove ha raggiunto la finale di Italia’s Got Talent e ora è tra i protagonisti al Notte prima degli Esami 3.0 che sta ottenendo ottimi numeri. Traguardi che lo rendono orgoglioso come ci rivela:
“È stata una grande soddisfazione essere scelto per un ruolo così importante nel remake di un film che ha fatto la storia. Io interpreto il ruolo che nell’originale era di Massy. Un personaggio molto simpatico a cui il pubblico si era molto affezionato. Nelle prime due versioni è romanista dichiarato, in questo film, che ha una storia completamente diversa, non è così (per fortuna aggiungiamo noi, ndr)”.
Passiamo al calcio ma le analogie rimangono. Per la Lazio questa si spera possa essere una Notte prima degli Esami, con la speranza di tornare a volare verso periodi più felici al più presto: “Sì, ce lo auguriamo sempre. Questo è un anno zero anche se fortunatamente adesso qualche buon risultato utile è arrivato e poi c’è il ritorno della semifinale di Coppa Italia. Chissà che poi quest’anno non possa diventare positivo”.
La Lazio per Adriano è una cosa di famiglia: “Sono laziale come mio padre e mio nonno. Sono nato laziale. Da piccolo ho le foto ad Auronzo con Nesta e Favalli. Sono stato anche fortunato perché mio papà fa il giornalista e all’epoca seguiva la Lazio quindi mi ha portato con lui e ho avuto modo di vedere da vicino grandissimi campioni. Oggi le cose sono un po’ diverse, ma l’amore e la passione per la Lazio rimane”.
Non ricorda ovviamente la squadra di Eriksson, ma ha ben impressi altri ricordi: “La Coppa Italia vinta nel 2009 ai rigori con la Samp è il mio ricordo da bambino più importante e poi il 2020”. Adriano fa una pausa che poi è quella che facciamo tutti ripensando alla cavalcata della Lazio di Inzaghi fermata addirittura da una pandemia mondiale: “Maledetto Covid. Una squadra assurda, mi ricordo quelle partite e quella sfilza di 10 vittorie. Si era allineato tutto, mi ricordo il 3-2 in casa del Genoa con la coreografia in trasferta. Tanta roba davvero. Vincevamo in qualunque modo, mi sembrava di stare sulle nuvole. Senza Covid sono convinto avremmo vinto lo scudetto o comunque ce la saremmo giocati fino alla fine”.
Si torna a parlare della Lazio di oggi che vive tra la contestazione del pubblico e una rivoluzione tecnica spesso definita involuzione con Maurizio Sarri come baluardo. Sul tecnico delle aquile l’attore ha le idee chiare: “Sarri è un uomo coraggioso. Il mister lo è sia per come la squadra sta in campo, ma soprattutto per le dichiarazioni. Ha sempre difeso la Lazio e i suoi tifosi e per questo lo ringrazierò per sempre. In campo mi piacerebbe a volte vedere qualcosa di diverso ma, visto cosa ha a disposizione, devo fidarmi di lui”.
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