WOMEN | Lazio, Pinzani: "Siamo sulla strada giusta. Ci toglieremo soddisfazioni"
Il diretto sportivo della Lazio Women Raffaele Pinzani ha parlato durante la conferenza stampa di presentazione di Erin , Marika Bergman Lundin e Doris Bacic. Queste le sue parole:
Un bilancio sul mercato? Quanto la perdita di Vernis ha creato problemi alla Lazio?
“Per quanto riguarda il mercato, noi non volevamo fare molto. Non volevamo alterare l’impianto della squadra. Non dimentichiamoci che qui è nato un nuovo progetto sportivo che fin da subito ha dato risultati non indifferenti. Per il rispetto verso le ragazze che hanno iniziato questo percorso un anno e mezzo fa non volevamo cambiare molto per valorizzarlo. Con la partenza di Vernis dovevamo intervenire numericamente in quel ruolo lì e lo abbiamo fatto prendendo due calciatrici. Marika al momento non è disponibile, ma lo sarà molto presto e colgo l’occasione per ringraziare il nostro staff medico. Non avevamo bisogno di interventi sostanziali. Abbiamo ritenuto di arrotondare la rosa con calciatrici che sono di alto livello. Riguardo Vernis abbiamo fatto un comunicato. La vicenda si è conclusa col buon senso di tutti. Stava giocando con continuità, ma queste sono cose che nel calcio possono esserci”.
Non si sono presentate occasioni per rinforzare la difesa?
“In situazioni normali devo guardare oltre l’infortunio. Quelli erano infortuni muscolari. Abbiamo cinque centrali difensivi, di cui quattro nazionali e Mancuso che poteva esserlo. Sono calciatrici di alto livello. Avevamo necessità in quel momento. Noi abbiamo ritenuto di supportare un gruppo che sta già facendo cose importanti”.
Un pensiero sul percorso fatto fino ad ora?
“La risposta la danno le tante conferme fatte dall’anno scorso. I cicli vincenti hanno bisogno di un percorso. Vincere o arrivarci vicino non si fa con uno schiocco di dita. Noi siamo arrivati dopo un ottimo campionato di B, ma c’è una differenza abissale. Quando siamo partiti abbiamo avuto un po’ di difficoltà d’adattamento, ma poi abbiamo fatto numeri straordinari. Siamo partiti dal presupposto di cercare di incrementare un gruppo e colmare le lacune che poteva avere. La Lazio è ripartita, meglio dello scorso anno. Già questo fa capire che siamo sulla strada giusta. Abbiamo avuto la capocannoniera del campionato, ma grazie al supporto di tutto il gruppo. Per arrivare lassù sappiamo che bisogna dare obiettivi raggiungibili, sennò si fa confusione. In Europa ce ne vanno tre. Ora ne abbiamo solo qualcuna davanti, ma se non arriviamo nelle prime tre non è un fallimento, fa parte del percorso. La società ha lavorato bene. Le ragazze lavorano con una fame invidiabile. Le gare si possono vincere o perdere, ma il lavoro è giusto”.
Per raggiungere certi obiettivi è imprescindibile entrare in Europa?
“Noi ci arriveremo. Lavorando così con questa passione, determinazione, il supporto della società e un centro sportivo che ci consente di prepararci al meglio, sono convinto che ci arriveremo. Mancano 9 battaglie e cercheremo di vincerne il più possibile. Se l’anno scorso, da neopromossi, il primo obiettivo era quello di mantenere la categoria, quest’anno già non siamo una società che non deve pensare a salvarsi. Poi può succedere di tutto. Poi si possono aprire anche scenari impensabili bruciando un po’ le tappe. Sono sereno vedendo il lavoro che stiamo facendo. Continuando a lavorare tutti insieme, con questa coesione, sono convinto che ci toglieremo grandi soddisfazioni”.
A inizio stagione ci sono stati molti infortuni muscolari. Siete stati costretti ad allenarvi su un terreno sintetico. Può avere influito?
“Anche l’anno scorso ci siamo allenati un mese sul sintetico per rifare i campi. Direi che il calcio di oggi porta degli infortuni, perché gli impegni sono sempre più vicini. Sono situazioni che non dipendono da campi o alimentazione, gli infortuni sono fisiologici”.
Su 64 richieste di FVS, sono tre volte la decisione è stata cambiata. Vi convince così la tecnologia?
“Sicuramente è un supporto, che dovrebbe servire a vedere certe situazioni. Il problema è che nel femminile non ha 60 telecamere come nella Serie A maschile. Il direttore di gara ha un supporto limitato quando viene richiamato. Ci sono casi borderline, in cui l’arbitro non è supportato in fondo dalle immagini. Per me non serve a nulla. O gli dai un supporto vero, altrimenti perdi solo del tempo”.
Quanto è importante per voi unire l’attaccamento alla maglia alle giovani promesse della Lazio?
“Il ritorno di Erin l’ho accolto con grande piacere. Tre o quattro ragazze della Primavera tutte le mattine vengono ad allenarsi da noi a rotazione e il mister viene a vedere l’allenamento. Per noi la Primavera non è solo un supporto, ci aspettiamo molto”.
Tante giocatrici in Nazionale
“Questo è un punto su cui abbiamo battuto tanto. Abbiamo tante italiane e molte giocano. Noi siamo al servizio della Nazionale, per noi è un orgoglio avere tante ragazze in azzurro. Il gol di Oliviero, le partite della Piemonte... Questo ci dà un grande supporto per capire che in Italia ci sono delle ragazze che sono all’altezza. Le straniere arricchiscono il nostro calcio, ma bisogna spingere sul nostro calcio per una nazionale più competitiva”.
CLICCA QUI PER TORNARE IN HOME PAGE