SPECIALE AURONZO - Pomeriggio: a lezione di tattica dal Professor Ballardini
Fonte: lalaziosiamonoi.it
AURONZO DI CADORE – Ormai è una regola tassativa: scocca il pomeriggio ed appare il pallone. Come di consueto, dopo la prima seduta della giornata dedicata prettamente alla parte atletica, la squadra biancoceleste si è ritrovata (priva di Matuzalem che ha corso nel bosco) presso il campo sportivo veneto dove, in primo piano, è tornata la sfera di cuoio tanto cara ai giocatori. Occhiali da sole, beretto nero e braccia conserte: come spesso gli capita, Davide Ballardini osserva da bordo campo la seduta tecnica, coordinata in larga parte dal vice Regno e dal preparatore Rinaldi. Buona propensione al dialogo, allenamenti più divertenti e un maggiore utilizzo del pallone. Del tecnico ravennate e delle differenze con l'ex Delio Rossi se ne sono dette molte. Ma c'è un particolare che, più degli altri, è emerso in questi primi giorni di ritiro tra le tre cime di Lavareto: l'abitudine a delegare e responsabilizzare il suo staff tecnico, considerato dall'ex rosanero un fattore imprescindibile del suo progetto. Se “Mastro Delio” era solito pianificare il lavoro dalla a alla z, accentrando oneri ed onori, Ballardini coinvolge in tutto e per tutto i suoi collaboratori. E' avvenuto anche oggi, soprattutto nella prima fase, quando i 31 calciatori disponibili hanno effettuato oltre mezz'ora di esercitazione tecnica. Schemi offensivi, scambi di prima, triangolazioni, cross dal fondo e tiri in porta, che hanno evidenziato la buona vena di Tommaso Berni, lesto a respingere a ripetizione le conclusioni di Pandev e compagni. Soliti scroscianti applausi per Mauro Zàrate, che in mattinata ha "subito" l'assalto dei tanti bambini presenti. Autografi, foto e tanta disponibilità da parte del numero 10 argentino che, con il trascorrere dei giorni, sta riacquistando lo smalto della scorsa stagione. Ma “el Pibe de Haedo” non è l'unico idolo dei sostenitori accorsi: c'è Fabio Firmani, in particolare, che sprizza allegria sia in campo che fuori.
Scoccate le ore 18 è tempo di prove tattiche che hanno confermato in toto le indicazioni dei primi 5 giorni di ritiro. Zàrate a sinistra, Kozak e Rocchi al centro ed Eliseu a destra, hanno affrontato una difesa schierata a 4 (Lichtsteiner, Diakitè, Rozehnal e Kolarov) e la solita cerniera a 2 di metà campo, formata da Brocchi e Dabo. Attacco contro difesa, dunque, con quest'ultima che si è avvalsa dell'ausilio di Stefano Mauri, chiamato a testare i movimenti del trequartista in fase di ripiego. Stessa dinamica nell'altra metà campo, dove Foggia, Pandev, Makinwa (linea a 3 di trequartisti) e Simone Inzaghi hanno provato gli schemi offensivi al cospetto di De Silvestri, Siviglia, Cribari e Radu (protetti da Meghni e Firmani). Il canovaccio seguito, dunque, è sempre lo stesso e si chiama 4-2-3-1.