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Scudetto 1915, Mignogna: "La Lazio subì discriminazione territoriale"

di Francesco Mattogno

Novità su novità. Il lavoro del comitato promotore per l'assegnazione dello scudetto 1915 ex aequo tra Lazio e Genoa, guidato dall'Avv. Gian Luca Mignogna, sta continuando a portare a galla documenti e testimonianze rimaste nell'ombra per quasi un secolo. A Radiosei, proprio l'Avv. Mignogna ha portato altre clamorose indiscrezioni in merito. Ecco le sue parole: "Non ci sono tempistiche certe, non tanto per quanto riguarda il riesame dell’assegnazione dello Scudetto 1915, quanto per quelle che sono state accorpate nel processo di revisione della commissione, ossia quelle concernenti i campionati del 1925 e del 1927. Non è la nostra rivendicazione che rallenta i tempi, si può arrivare a una decisione già a settembre così come nei prossimi mesi" - poi ha rivelato le sue nuove scoperte - "Meno di un mese fa, con Pasquale Trane, abbiamo scoperto qualcosa di clamoroso. Il campionato 1914/15 nel 1927 era definito ancora “sospeso” in documenti ufficiali, smentendo il fatto che per anni è stato riportato come assegnato nel 1921 al Genoa. Questa estate è abbiamo scoperto un altro fatto importante, e anch’esso sarà depositata in FIGC insieme al corposo dossier che già è a disposizione della Federazione. Si tratta di prove che attestano che all’epoca la Lazio subì una grave discriminazione territoriale, con le squadre del Nord che usufruirono di vantaggi importanti.”

IL FALSO STORICO: “C’è un Annuario che riporta come nel 1929, per la prima volta, l’assegnazione del titolo 1915 fosse stata aggiudicata al Genoa. Questi annuari erano pubblicazioni ufficiali della FIGC, ma nelle delibere federali non c’è nulla: l’attribuzione genoana sbuca misteriosamente nell’annuario, ma manca la richiesta di assegnazione del Genoa e non c’è traccia della delibera attributiva. Improvvisamente però 14 anni dopo rispetto a quel campionato arriva l’inserimento del Genoa nell’albo d’oro, compiuto da una manina senza documenti ufficiali che giustificassero questo atto“.

LA POSIZIONE DELLA FIGC: "Devo dire che il Presidente Gravina e la nuova Commissione Storica hanno avuto un approccio molto serio alla vicenda, dobbiamo essere grati alla nuova governance della FIGC per aver preso a cuore la vicenda, con molta serietà e professionalità. Non mi aspetto stranezze, la FIGC ha voglia di fare chiarezza. Sono fiducioso. Del dossier fa parte anche il parere della Commissione precedentemente nominata da Tavecchio, una decisione che non può essere ignorata, anche perché se si va sul sito della FIGC e si cerca il verbale del  Consiglio Federale del 19 luglio del 2016, si può constatare che il parere dei saggi fu acquisito agli atti federali“.

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