Scommesse, l'inchiesta si allarga mentre il tempo stringe. Si rischia di creare un "pasticcio"...
Fonte: Emiliano Storace - Lalaziosiamonoi
In principio fu “quer pasticciaccio brutto de via Merulana”. Oggi si potrebbe benissimo scrivere il seguito ed intitolarlo “quer pasticciaccio brutto de via Allegri”. Non è un eufemismo e neanche uno scherzo, perché il caos che si rischia di creare in questi mesi nel calcio italiano, potrebbe portare davvero ad un “pasticcio” poi molto difficile da risolvere. Come riporta anche Il Corriere della Sera, il nodo principale sta nelle tempistiche, che per vari motivi sia le procure ordinarie che indagano sul calcio scommesse (Cremona, Bari e Napoli) sia soprattutto la Procura federale, non riescono a rispettare. Impossibile infatti riuscire ad attenersi a i cosiddetti “processi brevi” tanto auspicati ad aprile dal presidente della FIGC Giancarlo Abete. Solamente ieri sono arrivate le sentenze di primo grado della corte federale, oltre un mese più tardi rispetto alla data dei deferimenti del 9 maggio. E questa è solo la prima tappa, perché la prossima settimana ci sarà il secondo grado davanti alla Corte di giustizia federale. Altro tempo quindi, e altro slittamento in avanti di qualsiasi altra sentenza. Ipotizzando che la procura federale, riesca quindi ad iniziare una nuova tranche di audizioni entro il 2 luglio (previsione comunque ottimistica), difficilmente riuscirà ad ascoltare tutti e 110 i tesserati che dovranno passare davanti al Procuratore federale Stefano Palazzi. Cifra che si somma ai 40 già ascoltati in precedenza e dove non si esclude per qualcuno una nuova audizione. Il materiale umano a disposizione di Palazzi, è comunque molto limitato e impossibilitato ad accelerare i tempi. A questo va aggiunto anche il materiale che le varie procure (soprattutto Bari e Cremona) stanno inviando alla Procura federale, per un vero “salto di qualità” del processo. Stavolta si dovrebbe arrivare dritti al cuore della serie A, soprattutto se entro il 10 luglio si dovesse costituire lo “zingaro” Gegic, consegnando al Gip Salvini elementi e dichiarazioni che potrebbero coinvolgere più di una società di primo livello.
RIPERCUSSIONI POSSIBILI - Quasi impossibile quindi, che la procura termini il suo lavoro entro il 2 agosto, data in cui l’Inter dovrà scendere in campo per i preliminari di Europa League. Uno dei problemi principali infatti, sta proprio li. E se in seguito, si dovesse scoprire un’eventuale coinvolgimento delle squadre che hanno preceduto l’Inter in campionato e che la squadra nerazzura non doveva giocare i preliminari? Che si fa? Pasticcio fatto. Oltre a questo si rischierebbe anche di perdere una squadra in Europa League, perché le squadre coinvolte (Lazio e Napoli su tutte) potrebbero iniziare la competizione per poi vedersi sanzionate successivamente per la questione etica. In questo caso non ci sarebbe più tempo per inserire nessun altra squadra in corsa. Altro possibile pasticcio. Non è da dimenticare poi, la scadenza del 10 agosto, data presumibile in cui stilare i calendari di seria A e B. Ricapitolando quindi, la Procura federale ha meno di un mese per ascoltare e processare la serie A, in un secondo filone d’inchiesta che si preannuncia caldissimo e pieno di sviluppi importanti. Inoltre, la Procura di Cremona sta aspettando di chiudere il cerchio con le dichiarazioni di Gegic, testimonianza decisiva per sapere tutta la verità anche sul famoso derby Sampdoria – Genoa. Da indiscrezioni raccolte a Cremona, Gegic è atteso nei prossimi giorni in procura, forse già nel fine settimana. Il colloquio con il Gip Salvini però, potrebbe saltare qualora Gegic decida di rinviare il tutto a settembre per non rischiare di passare poi l’estate in carcere a Cremona. Ipotesi plausibile considerando che il 10 luglio sia Salvini che Di Martino potrebbero essere in ferie. Anche da Bari, si attendono importanti novità che potrebbero allargare l’indagine a squadre che fino ad ora non erano state inserite nell’inchiesta. Le indagini richiedono altro tempo quindi. Si attende per questo il solito maxi – processo in tempi brevissimi, un connubio che già in passato (calciopoli 2006 su tutti) non diede i risultati sperati. Per questo si fanno sempre più insistenti le voci di chi vorrebbe uno spostamento a settembre di tutto il processo. Soluzione che divide le opinioni in chi auspica in questo modo, un’inchiesta più precisa e dettagliata, contro chi invece vedrebbe vanificato il lavoro di oltre un anno da parte di ben quattro procure.