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Rocchi: “Vi racconto la chiamata della Lazio, ho firmato in un attimo”

di Mauro Rossi

Tommaso Rocchi è stato protagonista del format 30 minuti di…, organizzato da Gazzetta Regionale. L’ex attaccante della Lazio, oggi allenatore della Primavera del Guidonia, ha ricordato il momento della chiamata dei biancocelesti. Queste le sue parole: “Non c'è stata una vera e propria telefonata. Io ero all'Empoli, dove io e Di Natale eravamo i giocatori più importanti e che avevamo fatto bene in quegli anni. Eravamo d'accordo con la società che avremmo meritato una chance, un'opportunità per andare in una squadra più alta di livello e di importanza”. 

Solo che l'Empoli voleva monetizzare un po', non voleva darci in prestito, quindi c'era bisogno di trovare delle squadre che acquistassero il cartellino. Quindi abbiamo detto di iniziare la stagione ritiro con l'Empoli, poi entro la fine del mercato avremmo trovato squadra. Abbiamo aspettato fino all'ultimo giorno di mercato, in attesa, perché poi quando ci sono gli scambi tutto nasce da un momento all'altro. E lì poi c'è stata la chiamata della Lazio, tramite il procuratore che era lì insieme a me. C’era la Lazio, con il presidente che aveva appena preso 4-5 giocatori e all'ultimo giorno ci sono entrato dentro anch'io”. 

Ho firmato velocemente e, tempo di rientrare da Milano a Venezia, il giorno dopo sono arrivato a Formello. Chiaramente è stata una grande soddisfazione, il centro sportivo è un ambiente bello, importante. Chiaramente ho trovato delle situazioni diverse rispetto all’Empoli. Delle prospettive, dei progetti, i campi, il centro sportivo, l'organizzazione. Giocare poi all'Olimpico, il mio stadio. Magari giocare in Serie C, in Serie B e poi trovarti a giocare la tua partita in casa all'Olimpico è una crescita importante. Il rapporto con lo stadio, con la gente, era diverso giocare con 5-10 mila, o giocare con 40-50mila”.


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