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RIVIVI LA DIRETTA - Lazio, Inzaghi: "Sì, è una sfida scudetto! Ma per noi non è un'ossessione"

di Carlo Roscito
Fonte: Carlo Roscito - Lalaziosiamonoi.it

FORMELLO - Lo scontro di fuoco, con lo sguardo rivolto all'insù. Simone Inzaghi alle 14.15 si presenterà in sala stampa per la conferenza della vigilia di Lazio-Inter: segui la diretta scritta delle sue parole su Lalaziosiamonoi.it.

Che effetto fa sentir parlare di match scudetto?

"Un bell'effetto. Una partita scudetto perché la classifica dice questo, affronteremo un avversario forte e determinato. Ci stiamo preparando al meglio, abbiamo l'allenamento di oggi, risolverò qualche dubbio che ho in testa. Sarà una bella partita davanti ai nostri tifosi".

Quanto vale?

"Importante, ma non decisiva. Poi ne mancheranno altre 14, daranno tanti punti. Vincere però darebbe una grandissima spinta in più". 

La Lazio ha il vantaggio di non essere partita per vincere lo scudetto?

"Sappiamo bene da dove siamo partiti, da dove arriviamo, abbiamo meritato questa posizione. Abbiamo fatto tantissime partite, giochiamo un ottimo calcio. Non abbiamo l'ossessione di questa posizione, sappiamo quello che era il nostro obiettivo iniziale". 

Conte ha parlato di Lazio e Inter come due outsider?

"La Juve è davanti a tutti da tanti anni per programmazione, investimenti e idee, è stata la prima a fare lo stadio di proprietà. Stanno meritando i successi. Quest'anno però ha trovato Inter e Lazio, che cercheranno di crearle qualche problema fino alla fine". 

Sulle polemiche arbitrali?

"Penso che la Lazio stia meritando tutto sul campo. La Lazio non ha più parlato di arbitri, quest'anno siamo usciti dall'Europa League per un rigore non dato contro il Celtic, era sacrosanto, fallo di mano su un tiro di Immobile. Siamo usciti dalla Coppa Italia a Napoli dove ci sarebbe da recriminare per ore. Però credo sia giusto parlare  del presente, della classifica e della partita di domani. Due anni fa sappiamo come abbiamo perso la Champions...".

Cosa ha in più la Lazio rispetto alle altre?

"Dobbiamo partire dal presupposto che Juve, Inter, Roma e Milan, sulla carta e a livello di fatturati, dovrebbero essere davanti. Ma il calcio è diverso, la carta vale poco e i pronostici spesso vengono ribaltati. Vogliamo rimanere in alto più tempo possibile. Juve e Inter sono state costruite diversamente, ma noi stiamo lì con un lungo lavoro alle spalle da parte del nostro ds e del presidente, e grazie anche al contributo dei nostri tifosi. Stiamo facendo delle cose meravigliose, questo deve essere un punto di partenza e non di arrivo".

Che sapore vivere questa partita da allenatore?

Le sensazioni sono diverse, ora ho tantissime preoccupazioni in più. Da giovane e da calciatore hai meno pensieri. La stiamo preparando bene, domani la differenza la faranno le motivazioni. 

Il challenge per il Var?

"Io ora lascerei tutto com'è. Si è faticato ad accettare il nuovo sistema, lo dico anche personalmente,  eravamo abituati a un altro calcio. La Var in alcune situazioni oggettive ha aiutato, su un fuorigioco di 3 metri non si può perdere uno scudetto oppure retrocedere. Credo che ora sia giusto rimanere così". 

Ti manca lo scudetto da allenatore, per il resto ha vinto tutti i trofei già conquistati da calciatore...

"Mi piacerebbe, a parte lo scudetto mancherebbe anche la Supercoppa Europea. Sarebbe un altro step. Sono orgoglioso dei miei ragazzi, ci stanno dando soddisfazioni. A noi e ai tifosi. La partita di domenica, in un momento particolare con assenze, l'abbiamo vinta con la forza del gruppo. Festeggiare sotto il settore ospiti ci rimarrà dentro per tanto tempo". 

Quanto inorgoglisce aver riempito lo stadio?

"Un motivo di grande orgoglio, l'ho detto più volte. Tornando indietro, pensando a 4 anni fa, da Lazio-Empoli sono cambiate tante cose. Un merito da condividere con tutti: i ragazzi, lo staff tecnico, la società e i nostri tifosi. Sono sempre al nostro fianco, ci danno quel qualcosa di più". 

Cosa cambiato rispetto all'andata a San Siro?

"Sarà una partita da giocare con lucidità, ci saranno tanti momenti in cui dovremo fare le scelte giuste. Affrontiamo una squadra organizzata, con un grande allenatore e campionissimi n campo. Sappiamo cosa dobbiamo fare nelle due fasi".

Come si limita Lukaku?

"Dovremo essere molto attenti e intensi nella fase di non possesso. Il loro obiettivo è far arrivare la palla ai loro attaccanti, Lukaku e Martinez. Dovremo essere bravi in pressione, per far sì che gliene arrivino il meno possibile". 

A che punto è Jony? 

"L'avete visto anche domenica, sta crescendo, è diverso rispetto a quello di 4 mesi fa. Ha messo dentro tante nozioni, è intelligente e applicato, si è inserito bene. Ogni giorno cerca di capire sempre di più il suo ruolo visto che non l'aveva mai fatto. Mancherà Lulic, abbiamo anche Lukaku che non ha però minutaggio nelle gambe. Se continua ad allenarsi così può darci una mano a gara in corso. 

Che rapporto c'è con Conte? Qualche affinità con lui?

"Ci conosciamo, c'è stima reciproca. Ha vinto subito in Italia, è stato bravissimo. Ha vinto anche in Inghilterra, il suo calcio è conosciuto, dà organizzazione e motivazioni alle sue squadre".

Pubblicato ieri alle 15


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