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Lazio, Lotito: "No ad azionariato popolare per grandi società sportive"

di Andrea Castellano
Fonte: ANSA

Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, è pronto a dare battaglia sul disegno di legge sulla partecipazione dei tifosi nelle società sportive, perché venga modificato anche per i rischi di infiltrazioni criminali nelle tifoserie. Il testo, nato da un'iniziativa della Lega, è al centro di una contesa tra Forza Italia e il partito di Matteo Salvini (che vuole andare avanti) nonostante sia stato approvato alla Camera nel 2024 e di recente dalla commissione Cultura del Senato.

Ma la settimana scorsa l'esame in Aula è stato stoppato e su richiesta dei forzisti, l'esame è stato rinviato sine die. Nel pomeriggio, al Senato, è prevista una riunione di maggioranza ad hoc. Interpellato dai cronisti a Palazzo Madama, Lotito ha confermato e spiegato le sue riserve evidenziando anche che sul ddl mancano i pareri di tre commissioni (Giustizia, Finanze e Questioni regionali). Per il senatore, "c'è un problema di fondo e che riguarda il sistema dell'azionariato popolare, in Italia non si è mai visto" e ha ribadito: "Questo non è un problema politico, ma tecnico, pratico. Non è una cosa inventata da Claudio Lotito. Le norme devono essere fatte, calate nella realtà. Un conto sono le Olimpiadi e i principi delle Olimpiadi, un'altra è la gestione delle squadre di calcio dove girano interessi molto importanti". E ha rimarcato: "Il tifoso per definizione significa appassionato, uno che segue la squadra. Ma qui nelle tifoserie allignano tutta una serie di interessi, economici, delinquenziali". 

Ricordando di avere esperienza nel campo, per il suo ruolo nella Lazio ha aggiunto: "Qualche anno fa ho fatto arrestare un po' di gente. Diabolik è uno di quelli che comandava..il livello è questo.. si parla di spaccio, prostituzione. Bisogna dire basta a questa roba". Lotito non ha chiarito se a questo punto sia meglio bloccare l'iter del ddl ("Vedremo, vedremo", si è limitato a dire) e ha definito "un'ipotesi" di mediazione la possibilità di limitare l'azionariato popolare alle società sportive più piccole e realtà locali circoscritte.


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