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Lazio, Lotito a LSR: "Continuo il percorso dei miei predecessori"

di Andrea Castellano

Ai microfoni di Lazio Style Radio, il presidente della Lazio Claudio Lotito ha parlato a margine dell'evento per i 126 anni della società biancoceleste presso il 'Parco dei Daini'. Di seguito le sue parole.

"Il compleanno qui a Parco dei Daini? Penso che sia una cosa importante. Ci sta una continuità di idee, di vedute. I miei predecessori, in particolar modo Ballerini, ha intrapreso un percorso di utilizzo della società per fini benefici, al servizio della collettività. Ritengo che questo sia anche il mio spirito, che sto portando avanti attraverso la realizzazione della fondazione di mia moglie con cui stiamo facendo tutta una serie di iniziative, proprio perché il calcio proprio ha un grande potere mediatico e questa capacità di coinvolgere moltissime persone a trasmettere questi aspetti valoriali".

"I valori dello sport sono fondati sulla società civile, al tempo delle Olimpiadi addirittura si fermavano le guerre. Lo sport è al di sopra di tutto. Il rispetto dell'essere umano, il merito, lo spirito di gruppo compongono tutta una serie di valori che sono  alla base di una società civile e che sicuramente dobbiamo trasmettere ai giovani, formandoli all'insegna di questi. Attualmente siamo in una società in cui purtroppo stiamo assistendo a una decadenza assoluta di certi valori e il calcio, proprio perché ha questa capacità di diffusione, può essere un elemento importante per poter formare i giovani all'insegna di questi valori".

"Lazio come ente morale? Mi sono emozionato quando ho intrapreso il discorso perché capisco l'importanza e sento tutto il peso di questa responsabilità, atteso che è l'unica squadra che è stata eretta a ente morale. Il mio predecessore Ballerini ha utilizzato questo campo per gli orti di guerra, per sfamare la gente, con la moglie che leniva le ferite dei feriti di guerra. Ha utilizzato la squadra e la società per portare avanti un percorso esclusivamente di interesse collettivo e di servizio alla collettività. Questo è quello che voglio fare io e che sto cercando di fare. Capisco che talvolta non viene percepito, però da quando sono io presidente la società non viene più percepita come razzista, anzi tutt’altro. Per testimoniare questo, all'interno del consiglio di amministrazione c'è il presidente della fondazione Shoah, c'è un consigliere dell'anti razzismo a livello europeo, c''è il sottoscritto che è capogruppo della commissione Segre...".

"Stiamo dando un'impronta importante ai fini valoriali, proseguendo in quel percorso tracciato dai miei predecessori partendo proprio da questo campo. Da qui è partita la storia ultracentenaria della Lazio, e il fatto di avere lo stesso numero di matricola per noi è un motivo di orgoglio. La nostra storia è importantissima che dimostra il valore non solo del risultato sportivo, ma anche a livello sociale e per la collettività. Auguro di avere una casa propria dal punto di vista dello stadio e lo stiamo costruendo. Il Flaminio è un sito evocativo, è nata un po' lì la Lazio. Quando il Flaminio diventerà la casa della Lazio per 99 anni, penso che sarà una cosa importanti. I tifosi avranno la loro casa aperta 24 ore su 24 per 365 giorni all'anno dove si ritroveranno. C'è una continuità di vedute e di progetto dal 1906 a oggi".


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