Lazio, Delio Rossi: "Maldini è funzionale in attacco, ma ha un limite..."
"La Lazio ha una buona fase di non possesso. Questo gli permette di far bene fuori casa dove le squadre si aprono di più. Ieri il Bologna ha concesso molti spazi a Dele-Bashiru. In casa trova squadre più chiuse. L'allenatore dev'essere bravo a far adattare la squadra alle situazioni. I giocatori arrivati forse non sono all'altezza di quelli andati via, ma magari sono più funzionali. La Lazio per questi è una tappa fondamentale. Sarri dovrà riuscire a far valere le sue caratteristiche".
OBIETTIVI - "Coppa Italia? Non penso che la squadra si concentrerà solo su questo obiettivo. I giocatori giocano con una squadra importante, come la Lazio. La coppa ha un senso se poi la vinci, altrimenti non conta nulla. Quindi i giocatori devono pensare a risalire la classifica".
I RIGORI - "Tutti i giocatori a fine allenamento si mettono a calciare i rigori e la maggior parte delle volte li segnano, anche giocatori che hanno piedi fucilati. Ma non è replicabile in competizione: un conto è farlo in allenamento, un altro è farlo in partita quando ti giochi una stagione. L'allenatore sa quali sono i primi cinque che vanno dal dischetto. Quando si arriva ai rigori si creano tre cerchi: il primo dove parla dell'allenatore e quelli che vogliono batterlo. Il secondo è dove ci sono quelli in dubbi. Il terzo è dove ci sono i rigoristi scelti che dovrebbero calciarlo. L'allenatore, però, deve fare delle scelte capendo i propri giocatori. Dabo non voleva calciare il rigore in finale, poi erano rimasti lui e Muslera e gli ho detto di tirarlo".
MALDINI CENTRAVANTI - "Sarri gioca con il 4-3-3 e di solito il centrocampista centrale e il centravanti sono quelli che portano il pallone dalla catena di destra, a quella di sinistra. Maldini sa farlo, ma non è uno stoccatore. Dipende Sarri cosa chiede da lui. Maldini è funzionale, ma non sarà mai un attaccante in grado di andare con regolarità in doppia cifra".
CHI FA LA DIFFERENZA? - "Se i giocatori si esprimono significa che l'allenatore sta lavorando bene. Se un calciatore però va oltre lo spartito, in maniera funzionale, diventa importante. Zaccagni lo fa, Isaksen ha queste qualità ma secondo me non lo sa. Zarate? Aveva questa capacità nell'uno contro uno che lo rendeva imprendibile, ma lui voleva sempre palla nei piedi, girarsi e puntare. Ci sono partite in cui riesci e altre in cui fai fatica".
CATALDI - "Non so se possa tornare in Nazionale. Il discorso della Nazionale è diverso da quello del club. Il selezionatore deve scegliere un sistema di gioco e i calciatori più funzionali per quel sistema di gioco. Va aggiunta una componente però: quei giocatori devono essere i più in forma al momento dell'impegno. Se Cataldi dovesse dare continuità allora potrebbe essere convocato: lo merita per un discorso tecnico e per come sta in campo".