Lazio, Capello: "La finale è un’occasione unica. L'euforia può fare la differenza"
Il prossimo 13 maggio, allo stadio Olimpico di Roma, saranno Lazio e Inter a contendersi la Coppa Italia. Intervistato per l'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Fabio Capello si è soffermato su quella che sarà la finale, dicendo la sua sulle possibilità delle due squadre. Oltre al prestigio di arricchire la bacheca con un trofeo, per i biancocelesti c'è in palio anche un qualificazione europea. A riguardo l'ex allenatore ha detto:
"Questo in effetti è il punto principale. La Lazio non ha una rosa profondissima e se per caso le mancasse qualche titolare, il livello complessivo si abbasserebbe. Sul piano ambientale, invece, potrebbe crearsi un fattore potenzialmente determinante: la finale sarà un’occasione bellissima, unica, e la Lazio avrà secondo me un grande vantaggio nei tifosi che saranno orgogliosamente presenti. Così, i calciatori avranno quindi una spinta in più per riportare il club a vincere dopo diversi anni dall’ultima volta (l’ultimo trofeo conquistato dai biancocelesti è la Supercoppa Italiana del 2020, ndr )".
Complicato, dunque, stabilire se a prevalere saranno gli stimoli o la pressione: "È una valutazione molto difficile e dipende dai calciatori: ci sono quelli che si esaltano sapendo che si giocano un trofeo e altri che invece non riescono a giocare con la stessa facilità delle altre partite. Per la Lazio potrebbe essere l’euforia a far esprimere i calciatori di Sarri nel miglior modo possibile".
Riguardo i segnali captati nel corso della semifinale contro l'Atalanta, Capello ha affermato: "La squadra di Maurizio Sarri ha dimostrato di difendersi bene affidandosi al contropiede con molta umiltà, mentre l’Atalanta è stata la solita Dea giocando 'uomo contro uomo' anche se ha commesso un errore decisivo sul gol della Lazio. Ecco, da questo punto di vista i biancocelesti mi sono sembrati complessivamente più attenti nei 120 minuti di partita".
Sulla possibilità che la vittoria ottenuta ai rigori possa infondere grande entusiasmo, invece, si è espresso così: "Ai tifosi senza dubbio, ma ovviamente la finale sarà una partita diversa con pochi spazi e cercherà di partire in contropiede come fatto a Bergamo. Sarà una partita che l’Inter cercherà di dominare nel gioco facendo appunto attenzione alla velocità avversaria. Anche perché la squadra di Sarri sta dimostrando un’ottima condizione fisica e se arriverà al 13 maggio in questa forma avrà più possibilità di sovvertire i pronostici. Con quale asso nella manica? Il tridente, dove la Lazio ha calciatori veloci sia sulle fasce che nella posizione di centravanti".