Lazio, Camolese ricorda Fascetti e gli spareggi: "Sarei rimasto in qualsiasi categoria"
L'ex calciatore della Lazio Giancarlo Camolese ha raccontato ai microfoni di Tuttomercatoweb gli anni alla vissuti in biancoceleste, gli anni degli spareggi, del gol di Fiorini e della Banda Fascetti. Ecco di seguito le sue parole:
"Il mio destino è stato legato al presidente Calleri dell'Alessandria, che prese la Lazio e si ricordò di me, Gregucci e Sgarbossa, che ci portò con sè lì. La Lazio prese tre sconosciuti e lasciò un po' tutti interdetti, ma la scommessa di Calleri fu vinta perché riuscimmo a dare il nostro contributo. Fu una stagione difficile, la penalizzazione era pesante. Fascetti ci riunì a inizio stagione e disse che chi non se la sentiva poteva dirlo e andare via. Io però ero talmente contento di essere lì che ci sarei stato in qualsiasi categoria. Brava fu la dirigenza, ma anche Fascetti, perché ci protessero in quei momenti. I più esperti poi ci diedero una grande mano, ci hanno fatto sentire parte del gruppo e sono stati riferimenti importanti nei momenti più complicati. Era un bel mix tra esperti e ragazzi".
"La salvezza negli spareggi? Ne facemmo tre, perché ci fu pure quello con il Vicenza. Ricordo l'Olimpico pieno, il gol di Fiorini a 7' dalla fine. Già lì fu qualcosa di incredibile. Poi ci furono gli spareggi veri e propri a Napoli. Da Roma arrivarono almeno 30mila tifosi. Ci complicammo la prima partita col Taranto, poi quella decisiva col Campobasso. Mi ricordo ancora tutto, gli odori dentro lo stadio, il pre-partita quando cercavamo di pensare ad altro per non parlare di quella sfida, importantissima per la società. Il clima era complicato, dopo un'annata difficilissima in cui pensavamo anche di andare in Serie A ma ci ritrovammo in poco tempo dietro in classifica".