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Lazio-Atalanta, la domenica della protesta silenziosa

di Lalaziosiamonoi Redazione
Fonte: Manuel Gavini - Lalaziosiamonoi.it

Duemilacentotrentuno, più la fetta di abbonati che non appoggerà l’iniziativa e gli ufficiosi “inviti speciali” della società, destinati soprattutto ai minori. Questi i dati di un Olimpico che oggi si presenterà deserto agli occhi di tutto il panorama calcistico nazionale. Il messaggio del popolo biancoceleste, nel giorno della protesta opposta rispetto a quella inscenata per Lazio-Sassuolo, è più o meno questo: uniti più che mai, siamo in grado di svuotare lo stadio esattamente con la stessa facilità con cui abbiamo invitato a riempirlo. Una differenza abissale, nei numeri, rispetto ai paganti per il posticipo contro i neroverdi (16.689) che, sommati agli abbonati, fecero infrangere la soglia delle 40.000 presenze al grido di “Libera la Lazio". Per la certezza sul numero complessivo, bisognerà attendere che la stima sulle presenze dei 22.901 abbonati si trasformi in dato ufficiale, tenendo conto che l’ingresso dei Cuccioloni dipenderà dall’umore dei padri e con la certezza che i dodicimila tra Curva Nord, Distinti Nord Est e Nord Ovest non ci saranno. Come riporta stamane l’edizione de Il Corriere dello Sport, la società conta di registrare una maggiore affluenza nei settori centrali grazie anche alla possibile presenza degli under 14, per evitare il più possibile di rovinare una presenza media (tra paganti e abbonati) di circa 28-30mila spettatori a partita, numeri che influiscono parzialmente anche sulla distribuzione dei diritti tv. Tuttavia, la società non ha ufficialmente intrapreso iniziative per tentare di tappare i buchi, smentendo i contatti con alcune scuole calcio per aumentare le presenze: l’invito rivolto alla SSD Virtus Campagnano non è stato confermato in via formale, il club - che ogni anno sottoscrive accordi con le scuole di istruzione per l’ingresso - ha fatto sapere che eventuali iniziative sarebbero state annunciate. L’obiettivo della maggioranza silenziosa è quello di far arrivare la protesta fuori dal Raccordo Anulare, come accaduto con la feroce contestazione di due settimane fa. Forse l’inno non andrà bene per questa occasione, ma una volta tanto Reja e i calciatori dovranno farsene una ragione.


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