Lazio, Abbate: "La contestazione sta colpendo la società. La nuova strategia..."
In collegamento a Radio Laziale, il giornalista de Il Messaggero Alberto Abbate ha fatto il punto sulla situazione attuale della Lazio, tra la contestazione dei tifosi allo stadio e il cambio di strategia della società. Di seguito le sue parole: “La contestazione sta colpendo, si vede dal cambio di atteggiamento della società. Non ci sono più comunicati, slogan o nuove guerre. In questo momento c’è il silenzio, si è capito che quell’atteggiamento non faceva altro che inasprire una situazione pesante. Adesso si sta cercando di avere un atteggiamento molto più diplomatico, sfruttando anche i calciatori per richiamare i tifosi allo stadio".
"Contro l’Atalanta qualcuno si aspettava che sarebbero entrati più tifosi rispetto alla gara con il Genoa. Così è stato, ma molto meno di quanto si aspettavano a Formello. Si sta cercando di far rientrare i tifosi soprattutto per la prossima partita in casa (la semifinale d’andata di Coppa Italia, ndr.) che vale tutta la stagione della Lazio, visto che il campionato è già finito nell’anonimato. Vediamo cosa decideranno i gruppi organizzati, so che ci sono molte più riflessioni rispetto alle ultime due partite. Credo che ci potrà essere un rientro, che non vuol dire la fine della contestazione contro l’attuale dirigenza, ma un momento di tregua per stare vicino alla squadra. Non sarebbe una resa, dobbiamo attendere”.
“La società sta studiando nuove strategie di marketing e di comunicazione. In questo momento è in atto anche una riorganizzazione dei quadri dirigenziali, a partire dalle dimissioni della dottoressa Cristina Mezzaroma che dovrebbe ricoprire il ruolo di presidente di un’altra Fondazione all’interno della Lazio. Stanno studiando anche qualcosa di nuovo per riavvicinare i tifosi, io l’ho chiamata ‘operazione simpatia”.
“La presentazione del Flaminio? Verrà illustrato dai tecnici il progetto, che è già stato sviscerato in Campidoglio. È una giornata che servirà per avere delucidazioni su aspetti che non sono stati approfonditi. Da questo punto di vista dipenderà molto da cosa diranno i protagonisti che hanno deciso di presentare e mostrare pubblicamente questo progetto e i lavori che sono stati fatti”.