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Klose non finisce mai di stupire: il bomber tedesco raggiunge Chinaglia tra i goleador più prolifici alla prima stagione con la Lazio

di Stefano Fiori
Fonte: Stefano Fiori-Lalaziosiamonoi.it

Nel momento in cui Hernanes ha impacchettato e infiocchettato quel pallone d'oro per Miroslav Klose, probabilmente qualche tifoso biancoceleste poco scaramantico avrà iniziato a esultare già prima di vedere la palla entrare in porta. Sì, perché la freddezza e la spietatezza del bomber tedesco in area di rigore sono ormai diventate una delle poche, solide certezze di questa sempre poco serena realtà biancoceleste. Con la rete di ieri sera, l'attaccante laziale è salito a 12 gol nella classifica marcatori, che sarebbero stati tredici se la Lega Calcio non avesse considerato auutogol di Ferronetti la rete messa a segno il 18 dicembre contro l'Udinese. La cifra raggiunta dal numero 25 di Edy Reja contiene in sé un dato significativo per la storia dei bomber della Lazio: nella classifica dei migliori goleador alla prima stagione con la maglia biancoceleste, Klose ha raggiunto ieri sera un nome altisonante nel firmamento dei bomber laziali, quello di Giorgio Chinaglia. L'attaccante dello storico Scudetto del 1973-74, infatti, disputò il suo primo campionato con la Lazio nel 1969-70 e, per l'occasione, realizzò 12 reti. Con la marcatura di ieri sera, quindi, Miroslav è entrato ancora più di diritto nel Gotha degli attaccanti biancocelesti, tanto più considerato che davanti a sé ha potenzialmente ancora 13 partite. Il nazionale tedesco ha quindi tutto il tempo per incrementare ancora di più il suo già considerevole bottino e accorciare le distanze con i nomi che lo precedono in questa speciale classifica. A una sola lunghezza troviamo, a pari merito, due attaccanti recenti della storia biancoceleste, un'ala degli anni Trenta e un giocatore di fine anni Ottanta: i primi due rispondono al nome di Tommaso Rocchi, che nel 2004-05 mise a segno 13 gol, e del talento argentino Mauro Matias Zarate, autore anch'egli di 13 reti nella stagione 2008-09; nel 1931-32, invece, a registrare la stessa cifra fu l'oriundo Guarisi Marques Anfilogino, mentre nel 1987-88, ultima stagione della Lazio in Serie B,  tredici gol furono segnati da Paolo Monelli. A quota 15 reti, incontriamo invece uno dei bomber dello Scudetto del 1999-00, Marcelo Salas, arrivato a Roma appena l'anno precedente. Sullo stesso gradino del cileno compaiono Umberto Busani, che esordì nella Lazio nella stagione 1936-37, Orlando Rozzoni, che giocò la sua prima stagione in biancoceleste nel 1959-60, e il danese Hansen, che fece la sua apparizione nella Capitale nel 1954-55. Salendo a quota 16 reti troviamo il turco Sukru, che giocò nella Lazio solo nel 1951-52, mentre con 17 reti è posizionato Romano Penzo, arrivato a Roma nel 1947-48. Molto più staccati in classifica si stagliano i nomi di tre pesi massimi: a quota 21 gol alla sua prima stagione con la Lazio compare il grandissimo Silvio Piola, re dei goleador italiani di tutti i tempi (274 reti in Serie A), che sbarcò a Roma nel campionato 1934-35. A pari merito al vertice di questa speciale classifica, invece, campeggiano i nomi di Giuseppe Signori e di Hernan Jorge Crespo. Il primo passò dal Foggia di Zdenek Zeman alla Lazio di Dino Zoff nella stagione 1992-93, presentandosi subito al pubblico romano con 26 gol e la vittoria nella classifica marcatori. Stessa cifra per il bomber argentino, prelevato dal Parma nel 2000-01 per la cifra record di 110 miliardi (35 in denaro più i cartellini di Matias Jesus Almeyda e Sergio Conceição): appena giunto nella Capitale, Crespo si laureò capocannoniere e si piazzò al secondo posto per la Scarpa d'Oro di quell'anno, dietro al solo Henrik Larsson.
Se pensando a Klose può sorgere un rimpianto, sicuramente è quello legato alla sua carta d'identità, che recita 1978. Alla loro prima stagione con la maglia della Lazio, infatti, Silvio Piola aveva appena compiuto 21 anni, Giorgio Chinaglia ne aveva poco più di 22 anni, mentre Giuseppe Signori arrivò a Roma a poco più di 24 anni. Negli anni successivi, questi tre grandi bomber ebbero molte stagioni a disposizione per segnare gol a grappoli. Miroslav, al contrario, è arrivato nella Capitale a 33 anni, ma se da una parte ciò può rappresentare un cruccio, dall'altra testimonia ancora di più la grande caratura tecnica e atletica di un giocatore che non finisce mai di stupire.


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