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Inter, Lautaro: “Sarà un’altra Lazio rispetto a sabato, ma vogliamo la coppa”

di Michele Cerrotta

STADIO OLIMPICO - La vigilia della finale di Coppa Italia. Dopo le conferenze della Lazio con Sarri e Zaccagni è il momento dell'Inter.

Con Chivu in conferenza dalla sala stampa dello stadio Olimpico anche Lautaro Martinez, segui la diretta scritta delle sue parole su Lalaziosiamonoi.it. 

Vi aspettate una gara diversa rispetto a sabato?
Ci aspettiamo sicuramente anche noi una gara diversa da quella di sabato, loro sono una squadra molto organizzata a livello tattico e sarà una partita molto difficile. La Lazio ha giocatori di valore e sarà una finale, c'è un trofeo da alzare. Dobbiamo essere pronti a quello che ci aspetterà domani sera, ci sarà uno stadio pieno con tutta la loro gente che sabato non c'era. Sarà durissima”. 

L’Inter ha realizzato solo una volta il doblete. Per voi è forte la sensazioni di poter entrare nella storia o la fame di conquistare tutto dopo le mancate vittorie dello scorso anno?
La fame di vincere titoli e trofei. Vogliamo vincere tutte le competizioni a cui si partecipa. Possiamo giocare un’altra finale, ci mancava da due anni, domani sarà ancora una volta l’occasione per portare a casa una coppa che manca da due anni. Il doblete è una statistica, ma siamo tranquilli perché la nostra testa è orientata solo verso la coppa”.

Quanto è stato importante il rendimento della squadra anche senza di te?
Sì, i risultati anche prima non è che non arrivavano perché mancavo io. Un calo durante l’anno puoi averlo, era importante uscire subito da quel momento e lo abbiamo fatto nel momento giusto, conquistando lo scudetto che era un nostro obiettivo e la finale. E ora abbiamo la possibilità di portare a casa anche il secondo obiettivo”.

Può essere un punto di forza una fatto che vi siate confrontati a viso aperto nello spogliatoio?
I confronti in una squadra di calcio con 25/26 teste diverse ci sono sempre. Chi ha vissuto lo spogliatoio come il mister ha capito subito noi e noi abbiamo capito lui. Ha portato aria nuova, energia e leadership. Ci fa lavorare con tranquillità e sorridere in allenamento. La parola d’ordine nello spogliatoio è vincere, altrimenti non si può stare all’Inter”.

È difficile mantenere la concentrazione dopo lo scudetto?

No, siamo professionisti e rispettiamo il campionato ma anche l'Inter. Dobbiamo essere noi stessi, lavorare seriamente fino all’ultima gara. Ora ce ne mancano due in campionato, più la finale, ma la gara di sabato è la dimostrazione che lo scudetto è un obiettivo raggiunto ma che vogliamo ancora crescere e lavorare”.

Pensi di essere cresciuto quest'anno con Chivu?
“Sicuramente sì, sono cresciuto tanto e sono contento nonostante il problema al polpaccio che mi ha è fermato un po’. Ma ho lavorato tanto per tornare a disposizione, sono contento della stagione che ho fatto io, ma anche di quella della squadra. E sono contento per il lavoro fatto dal mister, conosce bene il mondo Inter. È arrivato forse con qualche dubbio, ma ha messo le cose in chiaro e noi l’abbiamo seguito. È stato importante”.


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