Genoa, De Rossi: "Mi mancheranno i laziali! Prima dei derby..."
Alla vigilia della partita tra Lazio e Genoa è intervenuto in conferenza stampa il tecnico del Grifone, ed ex bandiera della Roma, Daniele De Rossi. L'allenatore rossoblù ha presentato la sfida contro i biancocelesti partendo dagli obiettivi della squadra, prima di concentrarsi sui nuovi innesti.
"La salvezza è ancora lontana anni luce. Quando eravamo più in basso facevo l'esempio delle 20-22 partite che mancavano. Alla mezz'ora di Genoa-Verona eravamo 0-1 ed eravamo ultimi in classifica. E non ho mai smesso di dirgli che in poche gare sarebbe cambiato tutto. Ora se pensassero che fosse finita, che siamo salvi, saremmo e sarebbero degli stupidi e mediocri. E sono sicuro che non lo siano. Ma come siamo arrivati in questa posizione che ci fa stare un pochino più tranquilli, in 3/4 partite è un attimo a tornare in quelle zone. I ragazzi mi sembrano consapevoli di che potenziale abbiano e di che voglia hanno di arrivare alla salvezza il più presto possibile. Siamo convinti di aver fatto il lavoro di cui avevamo bisogno all'interno del quale c'è stato un po' più di tempo libero. La reputo una settimana molto positiva".
STADIO VUOTO - "Intanto è un peccato giocare in uno stadio vuoto. E' un peccato vedere che i nostri tifosi non possano venire in trasferta. Pensavo fossero finite le giornate di punizione e invece ne è spuntata fuori. E' sempre una sconfitta di qualcuno che decide di non poter portare i protagonisti principali in uno stadio. A noi deve interessare il giusto e fare la nostra partita di calcio ma se pensassimo che la Lazio sia più debole sbaglieremo. Può essere uno svantaggio come può essere un vantaggio. Di sicuro è un dispiacere".
LA LAZIO - "Sono molto concentrato su quello che è l'aspetto calcistico. Ritorno in uno stadio e nella città che mi ha visto giocare per tutta la vita, abito a cinque minuti dallo stadio. Ci sarà un piccolo sapore di casa. Stavolta affronteremo la squadra che per me è stata la rivale principale per tutta la vita, ma vestendo una maglia diversa da quella della Roma non lo vivo ciò come un derby ma come una partita importantissima per la nostra salvezza. So che magari con lo stadio pieno avrei avuto un’accoglienza diversa, ma per come sono fatto io, quando parlo di emozioni, parlo anche di quelle fra virgolette agrodolci. Io mi caricavo di più quando giocavo fuori casa che in casa. Nonostante non ci siano divieti, ma prevalentemente è una scelta loro, mi mancherà anche l’accoglienza spigolosa dei tifosi laziali che mi hanno sempre regalato. Per me è parte del calcio, delle emozioni e della vita di questo lavoro, di come l’ho sempre fatto io. Nella conferenza stampa d'addio al calcio ho parlato anche di questo, di come mi sarebbero mancati non solo l’Olimpico e la Roma, ma anche quelli che mi aspettavano pronti a fischiarmi perché mi odiavano calcisticamente. Penso pure che quelli del Genoa mi vedessero così fino a qualche mese fa (ride, ndr). Non ci trovo niente di male. Mi sarebbe piaciuto giocare questa partita in uno stadio pieno, nonostante mi avrebbero dedicato qualche coro".
DE ROSSI SU SARRI - "Nelle prossime due incontrerò Sarri e Antonio Conte che per me sono due degli allenatori più forti che l'Italia ha partorito calcisticamente negli ultimi trenta o quarant’anni: sono forti, vincenti e difficili da affrontare. Ho un buon rapporto con entrambi. L’ultima volta che ho incontrato Sarri era a Figline per Figline-Ostiamare, entrambi presidenti delle due squadre. Stavolta ci rincontreremo in Serie A. L’amore per il calcio ci porta in vari posti, ma non cambia la passione e l’interesse per questo sport. Mi fa piacere abbracciarlo in un campo di Serie A, anche se fu bello farlo in un campo di Serie D".
SCELTE - "Per quanto riguarda gli uomini in campo io faccio sempre una strategia pre-gara, che si riferisce a quello che penso incontreremo in campo. Se trovassimo una squadra che gioca in maniera simile al Bologna. Ci sono state delle cose che non hanno funzionato ma nei primi 60 minuti non siamo stati massacrati. Dico le cose che penso in conferenza ma poi leggo delle ricostruzioni che non sono corrette. Il Bologna non ci ha massacrato nei primi 60 minuti. Detto ciò, la Lazio gioca in maniera diversa rispetto al Bologna. Difende più di reparto rispetto a uomo a uomo. Penso che cambieremo qualcosa ma in base a questo non perché contro il Bologna non abbiamo trovato gli spazi che volevamo. Anche se dopo 7-8 minuti avevamo trovato due occasioni per mandare il nostro attaccante a tu per tu con il portiere ma abbiamo sbagliato il passaggio".
BALDANZI - "Ricomincia la fase di riabilitazione perché ha avuto un piccolo infortunio a Roma e nel suo ultimo allenamento a Trigoria una piccola recidiva. Non è stata un'altra lesione ma un piccolo riacutizzarsi del suo problema. Non ho di preciso in testa quanti giorni serviranno ancora. Anche perché il dottore ci dà una data ma lui dice che si sente bene e vuole rientrare. Sicuramente l'atmosfera di domenica al 'Ferraris' non ha 'aiutato' a fargli avere la giusta cautela. Lui vorrebbe giocare già domani. Lo valuteremo di settimana in settimana. Non dovremo commettere errori stupidi per la voglia, per lui, di giocare e, per noi, di riaverlo in campo".
BIJLOW - "L'ho visto subito al centro della porta e della squadra. Si è preso le sue responsabilità e con i piedi non ha avuto paura. Sono contento della prestazione e sono contento dell'atteggiamento che ha nei confronti di questa nuova esperienza. Sta imparando l'italiano e si sta integrando bene. Non gioca due partite di seguito da tanto tempo Dovremo anche gestire i carichi di lavoro settimanali ma sono soddisfatto".
AMORIM - "Diego è un direttore molto moderno dal punto di vista della ricerca del giocatore, nell'analisi dei dati e nella vicinanza all'allenatore. Ma poi a volte fa questi exploit alla Sabatini che aveva il doppio orologio con i due fusi orari. Ha preso ed è andato a convincere il giocatore, società e procuratore perché abbiamo visto qualcosa di interessante in Amorim. E' un giocatore giovane, la reputo un'operazione intelligente. Penso che questa sia una sfida ambiziosa. Si potevano prendere altri giocatori che erano in uscita da tante squadre di Serie A e che avrebbero indossato la maglia del Genoa avendo tutto chiaro di quello che avrebbero potuto fare nel calcio italiano. Invece va premiato il talento e la grandezza. E' un giocatore che si deve adattare al nostro calcio ma se penso ad un giocatore che potrei allenare penso a lui. Se penso ad un giocatore che il Genoa possa far fruttare nei prossimi anni penso a lui per le sue qualità incredibile per giocare sempre testa alta e condurre palla. Volevo un centrocampista che fosse diverso dagli altri per dinamismo e geometrie"