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GARBAGE TIME - Konstantinos Loumpoutis, il tronista dai piedi di tufo

di Davide Capogrossi
Fonte: Davide Capogrossi - Lalaziosiamonoi.it

Affascinante, seducente, una miscela esplosiva tra un neomelodico di Secondigliano, l’ultimo tronista di Maria e una sottospecie di Aldo Montano. Il tutto condito da una spruzzata di Chanel n°greco che non guasta mai. Forte, possente, incerto, maldestro, catastrofico. Climax discendente degno dei gironi più funesti dell’inferno dantesco. Di nome fa Costantino, per dirlo all’italiana: ma guarda un po’, come il bel Vitagliano. Il cognome si scrive Loumpoutis, si storpia Lubutis. I media italiani preservarono nell’errore, concentrandosi sulla pronuncia melodica del suo nome di famiglia. Lui perseverava nell’errore, ma quello del fuorigioco.

GRECOMANIA Avvenimenti catastrofici dell’anno 2004 d.C. Un collegiale in felpa con cappuccio e sneakers, tale Mark Zuckerberg si inventa una diavoleria informatica che nasce annuario scolastico e diventa oppio dei popoli; viene arrestato Sergio Cragnotti; finisce dopo dieci stagioni la serie Friends, patrimonio della cultura universale ed emblema della mia siesta doposcuola; in Italia entra in vigore l’obbligo del patentino per guidare il ciclomotore, cingalesi e coatti in rivolta; la Grecia vince il suo primo campionato europeo in Portogallo, primo di una lunga serie si intende. Che catastrofe è mai questa? Rimembro sbarbatelli tornare a casa con portafogli gonfi di quattrini, dopo puntata di due euro (unicamente in monete di rame) a mo’ di sfida contro il mondo opprimente. Vengono aperte, spalancate, le frontiere a qualsiasi uomo in maggiore età, con passaporto greco, capace di far rotolare la sfera mediante l’uso degli arti inferiori e senza interferire con le normali funzioni di movimento. In una sola parola, anzi in un paio: Traianos Dellas, Giorgos Karagounis, Zisis Vryzas e Theodoros Zagorakis.Tutti questi giocatori già militavano nel nostro campionato, ma la clamorosa vittoria europea li esalta a paladini del calcio dei deboli, eroi del no-global noalcalciomoderno, re della danza pirrica. Solo Zagorakis arriva in quella estate, un gran colpo del Bologna. Era stato eletto miglior giocatore del torneo, il patron Gazzoni Frascara lo definisce…il Baggino dell’Egeo. E poi c’era Loumpoutis: a nulla erano valsi i segnali di pericolo emessi dal greco nei mesi precedenti. Il patron del Bologna si fida dell’istinto ed va a pescare in terra ellenica. Nonostante tutto, nonostante Costantino.

COSTANTINO IL BELLO – Il trionfo della Grecia aveva in qualche modo posto un filtro magico dinanzi agli occhi dei dirigenti italiani. Un po’ come l’esigente Jack Black in “Amore a prima svista”, vittima dell’incantesimo di un guru dell’amore per il quale tutte le “cozze” della città diventano pupe mozzafiato. Zagorakis e compagni hanno fatto dimenticare tutto le brutture del calcio greco trapiantato in Italia, compresa una ferita fresca come il nostro Loumpoutis. Il Perugia di Gaucci a quel tempo pescava un po’ovunque, dalle spiagge di Trinidad al deserto del Gobi. Costantino in confronto a Silvio Spann sembra un professionista di fronte a dilettanti nel calcetto scapoli contro ammogliati, almeno nelle intenzioni. Terzino sinistro, all’occorrenza centrale, dotato di discreta corsa, all’Aris Salonicco era considerato una sorta di bandiera. Esordì a soli sedici anni in prima squadra, anche se lo scarso utilizzo in Nazionale (solo una presenza, ndr) poteva far presagire del marcio. Gaucci, presidente emancipato dai pregiudizi se ce n’è uno, lo acquista nel 2002 con l’intento di regalare a Cosmi un terzino di qualità. La strategia dello stravagante patron è un’altra: comprare una sfilza di perfetti sconosciuti applicando la galileiana filosofia del “su 10 uno bono ce scappa”.

A TU PER TU CON ALEX - Dopo una stagione e mezza di tanti bassi e pochi alti a gennaio arriva il passaggio in prestito al Siena di Papadopulo, squadra al primo anno di A nella sua storia, desiderosa di mettersi in mostra. Questo trasferimento, pilotato più dai buoni rapporti tra le due società che da un effettivo valore riconosciuto nel giocatore, non avrà un gran successo. Il greco non convince il tecnico in allenamento, risulta tatticamente acerbo e tecnicamente poco dotato, per la serie: non tutti i mancini riescono con il buco. L’esordio avviene in una gara di prestigio, a San Siro contro l’Inter: Costantino rileva sullo 0-4 uno spento Junior, fino a quel momento asfaltato dalla coppia Recoba-Adriano (una doppietta a testa). I sudamericani dell’Inter lo graziano, senza voto, capito cos’è il Garbage Time? Evidentemente i segnali lanciati in quei minuti non  convincono Padapodulo che decide di utilizzarlo 15 giornate più avanti, in un altro match importante contro la Juventus, a salvezza acquisita: Costantino subentra al 66’ al posto di Taddei, sul 3 a 1 per i torinesi (Flo aveva pareggiato il vantaggio di Tudor, ndr). Rintocco di campane, si registra il più alto momento della storia italiana del nostro eroe: quando il sig. Preschern comanda il cambio, Loumpoutis fa il suo ingresso spalla a spalla con…Alex Del Piero. La sua avventura termina con questo significativo ricordo: mezzora in campo in maglia bianconera, mezzo metro di distanza da Pinturicchio, esperienza mezza negativa, e siamo buoni. Torna al Perugia in B giocando ancor di meno, poi la sua carriera prosegue tra Olanda e Grecia. Oggi ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo, dopo un’ultima importante apparizione al Giannina. No, non c’è alcun riferimento con il quasi omonimo ristorante milanese, sede prediletta di molti operatori di mercato, anche se non ci stupiremmo se Adriano Galliani, in preda alla disperazione, non decida di affidarsi al grecovintage.
 


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