Fuorigioco, stravolta la regola? La FIFA dà l'ok alla 'Legge Wenger'
Il calcio rischia di non essere più quello che conosciamo. La proposta di Arsen Wenger, che ha preso il nome di 'Legge Wenger', nei prossimi giorni diventerà realtà in Canada, dove si svolgeranno i primi test ufficiali a partire da aprile, con l'inizio del nuovo campionato. L'obiettivo della FIFA è quello di verificarne gli effetti immediati, cercando di comprendere se ci sarà o meno una maggiore fluidità e spettacolarità nel gioco rispetto a oggi. I risultati saranno poi proposti all'analisi attenta dell'IFAB che avrà il compito di valutarli e decidere se la modifica della norma del fuorigioco potrà essere applicata su scala globale o se andrà respinta al mittente.
COME FUNZIONA IL NUOVO FUORIGIOCO - La 'Legge Wenger' richiama al concetto di 'luce' nel fuorigioco. Se oggi l'attaccante dev'essere perfettamente in linea con l'ultimo difensore per essere considerato in gioco, con la nuova norma basterebbe che l'ultima parte del suo corpo (escluse braccia e mani) sia in linea con il difendente avversario per essere in posizione regolare. Inevitabilmente, l'applicazione di questa 'Legge Wenger' a livello globale porterebbe a uno stravolgimento tattico delle squadre. Cambierebbero le posizioni in campo, l'applicazione della fase difensiva e, forse, anche i ruoli dei difensori stessi.
PERCHE' IL CAMBIO DELLA REGOLA? - Lo scopo che la FIFA e Wenger stesso vogliono raggiungere, attraverso questa radicale modifica, è quello di regalare un calcio ancora più spettacolare e divertente rispetto a quello attuale. In poche parole, si è disposti a complicare ulteriormente la vita ai difensori, a patto di semplificarla agli attaccanti e, quindi, di garantire partite con più gol segnati rispetto a quelle attuali.
LA SPIEGAZIONE DI WENGER - A spiegare la motivazione che lo ha portato a partorire questa 'legge' è stato lo stesso Arsen Wenger che, al riguardo, ha detto: "Nel 1990, dopo il Mondiale in Italia, si segnavano pochi gol. Fu deciso che non ci sarebbe più stato fuorigioco quando un giocatore era sulla stessa linea del difensore. Nel dubbio, viene favorito l’attaccante. Significa che quando c’è anche solo una frazione, il vantaggio va all’attaccante. Con il Var questo vantaggio è scomparso e ho proposto che, finché una qualsiasi parte del tuo corpo è sulla stessa linea del difensore, non sei in fuorigioco. Ora lo stiamo sperimentando. Tra un anno la decisione sarà presa dall’Ifab".