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Finali Oratorio Cup, Cataldi ai partecipanti: "Non mollate mai! L'importante è dare tutto"

di Elena Bravetti
Fonte: Lalaziosiamonoi.it

"Ciao ragazzi. Volevo mandarvi un grande in bocca al lupo per l’Oratorio Cup. Mi è bastato vedere il nome del torneo per farmi tornare in mente quando ho iniziato io: senza grandi stadi e telecamere, ma solo un pallone, due zaini a fare da pali e tanta, tantissima gioia. Tre piccoli suggerimenti per voi: 

1) Divertitevi, giocate sempre con il sorriso;

2) Correte e aiutate i vostri compagni

3) Non mollate mai, non importa se oggi vincerete o perderete, quello che conta è aver dato tutto per la squadra.

Il calcio è bellissimo quando unisce, quando insegna il rispetto, l’amicizia e la voglia di stare insieme. Non conta solo vincere una partita, ma vivere emozioni che vi porterete dentro per tanto tempo. Ascoltate i vostri allenatori, fate il tifo l’uno per l’altro e ricordatevi che ogni grande giocatore ha iniziato proprio così: su un campo con gli amici e con tanta passione. Godetevi ogni momento e date tutto in campo. Forza Oratorio Cup!".

Questo il messaggio del centrocampista della Lazio, Danilo Cataldi ai giovani protagonisti dell’Oratorio Cup 2026, la storica manifestazione calcistica organizzata dal CSI, Centro Sportivo Italiano - Comitato di Roma, con il patrocinio della S. S. Lazio,uno degli appuntamenti più partecipati e significativi del panorama sportivo giovanile.

Completato il programma di gara dello scorso weekend, sabato 16 e domenica 17, presso gli impianti sportivi del Salaria Sport Village, in via San Gaggio 5 a Roma, si disputeranno le ultime due giornate dedicate alle finali dell’Oratorio Cup 2026.

In un momento in cui il calcio italiano si interroga sul proprio futuro, ritornare alle origini del gioco negli oratori può diventare una risposta concreta. Qui il talento non viene cercato attraverso la selezione immediata, ma coltivato nel tempo, all’interno di un ambiente inclusivo e formativo. È un approccio che allarga la base, rafforza le competenze motorie e restituisce centralità al percorso educativo: elementi fondamentali per costruire, nel lungo periodo, anche un calcio più competitivo.

"Oggi si parla molto di riformare il calcio italiano, che attraversa una fase di difficoltà anche sul piano della produzione di talenti. In questo scenario – sottolinea Daniele Pasquini, presidente del CSI Roma – è fondamentale non dimenticare uno dei bacini che per decenni ha dato linfa al nostro calcio, quello degli oratori. Il mondo delle parrocchie rappresenta un patrimonio unico, che può offrire risposte concrete e già sperimentate. Serve una nuova alleanza che rilanci il calcio dal punto di vista educativo, sociale e sportivo: gli oratori sono luoghi in cui lo sport è ancora esperienza di crescita, formazione del carattere e trasmissione di valori, garantiscono accessibilità a tutti, grazie a costi contenuti e al contributo fondamentale del volontariato e assicurano a ogni ragazzo la possibilità di giocare, indipendentemente dal livello tecnico, fino all’ultima giornata".

L’Oratorio Cup è un esempio concreto di questo modello: tutte le squadre arrivano alla propria finale, non solo chi compete per il primo posto. Inoltre, nelle categorie giovanili fino ai 14 anni, viene promossa la polisportività: i ragazzi possono sperimentare diverse discipline, sviluppando le capacità motorie di base e scoprendo talenti che altrimenti rischierebbero di rimanere nascosti. È un approccio che contrasta la specializzazione precoce e rimette al centro la crescita equilibrata della persona. 

Saranno oltre 200 le squadre in campo, per un totale di circa 2.600 atleti e più di 3.000 accompagnatori, provenienti da parrocchie e oratori della provincia di Roma. Le quattro giornate di finali rappresentano il momento conclusivo di un lungo percorso iniziato nei mesi autunnali e culmineranno in oltre 150 partite, che assegneranno i titoli nelle diverse categorie: Under 8, Under 9, Under 10, Under 11, Under 12, Under 13, Under 14, Under 15, Under 16, Under 17, oltre alle categorie Open e Amatori

Le finali saranno una grande festa dello sport, con il coinvolgimento attivo delle famiglie e delle comunità di riferimento, in un clima di condivisione che rappresenta uno dei tratti distintivi dell’iniziativa. Non solo la rappresentazione del traguardo sportivo della stagione, ma soprattutto la sintesi di un percorso che mette al centro la persona, confermando lo sport come strumento di educazione, inclusione e costruzione di relazioni. Elemento distintivo della manifestazione è la figura dell’educatore-arbitro, simbolo di un modo diverso di vivere lo sport, in cui le regole diventano occasione di crescita e responsabilità condivisa.


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