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ESCLUSIVA - Rozzi: "26 maggio: che scalata! In questa Lazio porterei..."

di Niccolò Di Leo

ESCLUSIVA LALAZIOSIAMONOI.IT - La testa del tifoso della Lazio è bella e complicata. Se ripensa alla Coppa Italia gli viene in mente il 26 maggio 2013 e l'eroico successo contro la Roma. Se va oltre il gol di Lulic e i festeggiamenti, torna agli ottavi di finale quando la squadra di Petkovic vinse ai rigori contro il Siena, dopo un gol di Ciani al 96' che pareggiò l'iniziale autogol di Cana che rischiava di eliminare la Lazio dalla Coppa Italia. In quella partita, all'83', ha fatto il suo ingresso in campo anche Antonio Rozzi. L'attaccante della Primavera, che quell'anno ha vinto il Campionato, entra nella storia della Lazio e tra gli eroi del 26 maggio, dando il suo contributo per permettere alla Lazio di iniziare e continuare una cavalcata diventata leggendaria. Per parlare di quella stagione e della sfida che attenderà la Lazio il 13 maggio allo Stadio Olimpico di Roma, contro l'Inter, è intervenuto lo stesso Rozzi in esclusiva ai nostri microfoni. 

Tu sei tra i calciatori che hanno vinto la Coppa Italia in quello storico 26 maggio 2013. Che ricordi hai di quel trofeo?

"Io non ho vissuto la settimana della finale di Coppa Italia perché ero con la Nazionale Under 19 di Evani. Ci tenevo tanto a esserci quel giorno, ma Tare mi ha imposto di andarci assolutamente. La scalata fino alla finale è stata importante. Inizia dalla vittoria a Siena ai rigori, una partita fondamentale che giocai entrando a partita in corso. In quel momento avevamo capito che si poteva arrivare fino in fondo. La finale del 26 maggio l'ho vista dal ritiro dell'Italia U-19 insieme ai fratelli Ricci, che erano della Roma, a Murru del Cagliari. Quando ha segnato Lulic ho fatto un macello"

Mercoledì la Lazio arriverà da sfavorita contro l'Inter. Ma ci sono dei punti di forza sui quali Sarri deve puntare?

"La Lazio negli ultimi anni è cresciuta per il carattere. Sarà un punto di forza in vista della partita di mercoledì. La partita si giocherà a Roma e questo inciderà molto. Sabato si sono prese un po' le misure, anche se la Lazio era blanda, soprattutto nell'approccio alla sfida. Ha fatto soffrire l'Inter quando andava sugli esterni, soprattutto con Isaksen o Noslin. E' lì che possiamo fargli male". 

A proposito di esterni. Ti sei chiesto il perché delle difficoltà di Zaccagni?

"Sono annate. Ci sono delle stagioni che possono essere sottotono, sotto tutti i punti di vista. Anche mentale. A volte ogni tiro in porta è un gol e questo ti motiva a provarci sempre. Poi ci sono altre stagioni che si mettono male e non ti sblocchi. Può capitare. Non bisogna dimenticare le grandi annate che ha fatto Zaccagni. I calciatori vivono anche questi momenti. Speriamo che possa sbloccarsi proprio mercoledì contro l'Inter. Ha giocate importantissime, sia in fase offensiva, sia difensiva". 

Torno sul 2013. Guardando quella rosa chi porteresti nella Lazio di Sarri per la partita di mercoledì? 

"Vabbè, davanti Miro Klose. Da capitano Cristian Ledesma". 


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